La “famiglia” del Palio unita per l’addio a Giacomo: “Non sarai un’assenza ma una direzione”

Una chiesa che, dentro e fuori, era in gran parte colorata. A far da contraltare al grigiore del meteo e al nero del lutto.

C’erano tutte le contrade del Palio oggi giovedì pomeriggio, ciascuna con magliette e vessilli d’ordinanza, a dare l’ultimo saluto a Giacomo Cornuda, il 23enne di Guarda scomparso tragicamente domenica scorsa. Quel Palio che a breve, all’inizio e durante l’evento, ricorderà più volte quell’atleta “così fantasioso e creativo” che ora non c’è più. Per sentirlo ancora una volta presente e vicino.

“Il silenzio è la parola più eloquente in questo momento, l’unica che riesca a dare speranza oltre il buio della morte – le parole di monsignor Antonio Genovese, parroco di Guarda e Montebelluna -. Dobbiamo accompagnarlo alla preghiera e all’abbraccio. Siamo ancora tutti sconcertati, increduli e ci chiediamo: ‘Si poteva fare di più?’. Perché sappiamo che, a volte, non basta avere vicino i nostri cari e gli amici, anche se ci vogliono tanto bene. A volte il male di vivere prende il sopravvento. E noi, tutti, siamo un grande mistero“.

E ancora: “Ricordiamo Giacomo per il suo impegno nello stare insieme e fare del bene – ha proseguito il sacerdote nell’omelia – Con l’oratorio, con il Palio e con l’Avis. Questo resta, non si dimentica. Lui era fantasioso, creativo e perfezionista… non si tirava mai indietro. E quando le cose non andavano per il verso giusto, quando non erano appunto ‘perfette’, lo viveva come una sconfitta. Un’attitudine frutto della sua accesa sensibilità“.

Verso la fine della cerimonia, a prendere la parola sono stati proprio gli amici della sua contrada, Guarda. In testa il capomastro e presidente del Comitato civico, Fabio Garofalo: “Ora riposa in pace Giacomo, ti affidiamo al Signore con le nostre preghiere” ha detto.

“Hai lasciato tracce ovunque, con te non servivano maschere perché eri vero, autentico – l’altro ricordo degli amici letto in chiesa -. Sei stato vita e tale resterai, anche se ora è rimasto un vuoto enorme, difficile da accettare. Ma noi terremo acceso il tuo ricordo come una candela che non si spegnerà mai. E quando penseremo che niente ha senso, speriamo di sentire la tua voce che ci dice che andrà tutto bene. D’ora in poi tu non sarai un’assenza, ma una direzione“.

Un applauso sentito e commosso ha suggellato queste toccanti parole, prima dell’uscita del feretro, scortato dai “fratelli” della sua contrada e poi da tutti gli altri amici della grande “famiglia” del Palio.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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