“Ci sono momenti nella vita in cui le parole sembrano non bastare. Eppure sento il dovere, oggi, di fermarmi e dire grazie. Un grazie profondo, sincero, che nasce dall’esperienza più dura della mia vita e che voglio condividere pubblicamente”.
A parlare, anzi, a scrivere è Antonio Netto, responsabile della Protezione civile di Montebelluna, che ha affidato a una lettera aperta il suo “grazie che viene dal cuore“. A chi? E’ lui stesso a spiegarlo.
“Dal 18 agosto all’8 novembre del 2025, per quasi tre mesi e mezzo, sono stato ricoverato prima all’Ospedale di Montebelluna, poi a Treviso, quindi nuovamente a Montebelluna – racconta Netto -. Un periodo lungo, difficile, segnato da una endocardite batterica acuta e subacuta gravissima, da complicazioni serie e da momenti in cui la paura era reale. In quel percorso, però, non sono mai stato solo”.
“La mia vita è stata salvata grazie a una catena di professionalità, competenza e umanità che sento il bisogno di ringraziare una ad una – prosegue l’uomo – Un ringraziamento di cuore va al dottor Fabio De Conti, primario della Cardiologia dell’Ospedale di Montebelluna, al dottor Piergiorgio Scotton, Direttore Responsabile del Reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, e ai medici che mi hanno operato a Treviso, il dottor Giuseppe Minniti e il dottor Antonio Pantaleo, che con l’intervento di sostituzione della valvola cardiaca mi hanno letteralmente restituito la vita”.
“Accanto a loro, voglio ringraziare tutto il personale medico, infermieristico e gli OSS degli ospedali di Montebelluna e Treviso. In questi lunghi mesi ho trovato non solo altissima preparazione professionale, ma anche un’attenzione e un’umanità rare, un prendersi cura del paziente che va ben oltre il ruolo. Ho visto medici giovani, specializzandi, futuri professionisti della sanità, lavorare con dedizione, passione e rispetto: è un segnale che dà fiducia nel futuro della nostra sanità pubblica”.
“Non dimentico nemmeno il supporto ricevuto nel percorso successivo di cura, compresa la terapia a Udine. Ogni passaggio è stato affrontato con serietà, competenza e una disponibilità che non smetterò mai di apprezzare”.
“L’Ospedale di Montebelluna, in particolare, merita un ringraziamento speciale – sottolinea ancora Netto nella sua lettera -. Tutto il reparto di Cardiologia, così come gli altri reparti che mi hanno seguito, dimostrano ogni giorno un livello di alta specializzazione che andrebbe ulteriormente valorizzato. Servono spazi adeguati, tecnologie, macchinari e investimenti: perché qui lavorano professionisti che fanno davvero la differenza.
“Non è un caso che l’Ospedale di Montebelluna rientri tra i 15 migliori presidi ospedalieri d’Italia, secondo il report 2024 di Agenas. I numeri contano, ma dietro quei numeri ci sono persone, volti, mani che ti assistono giorno e notte e che, nei momenti più difficili, ti tengono in vita anche con una parola, uno sguardo, una presenza – conclude il responsabile comunale della Protezione civile -. A tutti loro dico semplicemente: grazie. Grazie perché oggi sono qui. Grazie perché fate onore alla sanità pubblica. Grazie perché, anche nei momenti più bui, mi avete fatto sentire una persona, non solo un paziente”.
(Autore: Alessandro Lanza)
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