Il riverbero del nuovo parquet e l’odore della vernice fresca hanno accolto oggi, sabato, la comunità di Montebelluna per la riconsegna ufficiale del Palasport “Omar Frassetto”. Una riqualificazione profonda che ha restituito alla cittadinanza e alle numerose associazioni sportive un impianto storico, legato alla città da un filo affettivo prima che agonistico.
La cerimonia è iniziata con il riconoscimento del ruolo sociale della struttura, condivisa tra il Basket Montebelluna, il Judo Montebelluna e gli studenti degli istituti Einaudi-Scarpa e Maffioli. “Un cantiere complesso – è stato spiegato in apertura – reso possibile dall’intensa collaborazione con le scuole e le associazioni, che hanno permesso di ridurre al minimo i disagi durante l’anno di lavori”.
A dare il via agli interventi, portando la voce di chi quel parquet lo vive ogni giorno, è stato Oscar Lucati, Presidente onorario del Basket Montebelluna. Lucati ha espresso il sollievo e la gioia per il traguardo raggiunto dopo i mesi di attesa:
“Siamo orgogliosi di rientrare in questa struttura che per noi è casa – ha esordito Lucati – Un ringraziamento sincero va all’amministrazione comunale per aver creduto in questo progetto e per averci messo a disposizione un impianto all’avanguardia. Ora tocca a noi: dobbiamo tirarci su le maniche, lavorare sodo e, soprattutto, avere cura di questo spazio per mantenerlo così bello ed efficiente per molti anni a venire. Per il basket locale, questo è un nuovo punto di partenza”.
Il primo cittadino, Adalberto Bordin, ha ringraziato la sua squadra di amministratori e tecnici, sottolineando la mole di investimenti senza precedenti nell’edilizia sportiva locale.


Il Comune ha scelto di raccogliere la sfida dei finanziamenti del PNRR e dei contributi ministeriali, un percorso complesso che richiede responsabilità e continuità nell’azione amministrativa. Come ha sottolineato Bordin, affrontare queste opportunità significa anche saperle portare avanti con serietà, lavorando come una vera squadra al servizio dei cittadini.
In questo quadro si inserisce anche l’impegno economico dell’ente, che ha stanziato 950 mila euro di risorse proprie in aggiunta al contributo ministeriale. “Oggi – ha aggiunto – mettiamo i giovani al centro: troppo spesso se ne parla in modo negativo, ma i fatti dimostrano che i ragazzi possono insegnarci molto”.
Il presidente del Judo Montebelluna, Adriano Pizzolon, ha dato voce alla soddisfazione delle società sportive:
“Finalmente ci siamo. I lavori sono andati un po’ oltre la data prevista, ma il risultato è splendido. Ci siamo ritrovati un tatami nuovo, un impianto di illuminazione e riscaldamento importanti: ora dobbiamo rimboccarci le maniche per mantenere questa struttura per tanti anni”.
A fargli eco, il delegato provinciale del CONI, Mario Sanson, che ha sottolineato l’eccezionalità del tessuto sociale montebellunese:
“Sentire di un impianto riqualificato è musica per le nostre orecchie. Montebelluna ha quasi 130 società sportive, è seconda solo a Treviso. Il legame tra numero di impianti e pratica sportiva è assodato: più palestre sicure significano più atleti e più salute”.
Entrando nel dettaglio tecnico, l’assessore ai lavori pubblici Adriano Martignago, ha illustrato la complessità ingegneristica dell’opera, citando le ditte e i professionisti coinvolti.


“Abbiamo risolto le infiltrazioni storiche con una nuova guaina e sostituito tutti i serramenti. Con i fondi del bando ‘Sport e Periferie’ abbiamo rifatto completamente il blocco spogliatoi, l’impianto elettrico e idraulico, e installato la nuova parete per l’arrampicata. È stato un lavoro amministrativo e tecnico decisivo”.
Claudio Sartor, delegato della Provincia, ha voluto sottolineare la qualità politica dell’operazione:
“Il bando ‘Sport e Periferie’ è tra i più difficili da ottenere, solitamente destinato a realtà del Sud con parametri di criminalità o disoccupazione. Esserci riusciti a conquistarlo significa che a Montebelluna ci sono persone capaci di leggere i bandi e intercettare risorse. Questa palestra è iconica: qui nasce la passione vera per i colori biancazzurri”.
Il neo-consigliere regionale Claudio Borgia, visibilmente emozionato per il suo primo discorso istituzionale a “casa sua”, ha ricordato il valore del brand sportivo cittadino:
“Si scrive Montebelluna, si legge Città dello Sport. Abbiamo investito quasi 5 milioni di euro nello sport in quattro anni. Qui sono cresciuti talenti come Gigi Datome e Nicola Akele; questa struttura permetterà al basket e al judo di raggiungere risultati ancora più grandi. Sarò al fianco di questa amministrazione per continuare a portare risorse da Venezia”.
Il momento più toccante è arrivato con l’intervento dell’assessore allo Sport, Andrea Marin, che ha letto una biografia di Omar Frassetto, scomparso nel 1986 a soli 20 anni durante una partita. Marin ha ripercorso la carriera di Omar, dai primi passi nel 1983 fino all’esordio in prima squadra, ricordando i compagni e gli allenatori storici.
“Omar è stato un esempio di bontà e umanità. Il Palazzetto di via Biagi continuerà a portare il suo nome per onorare quei valori”.
Il fratello di Omar, a nome della famiglia, ha chiuso la parte dei discorsi con poche, ma pesanti parole:
“Siamo grati a tutti. Da tifoso, ogni domenica venivo qui con gli amici a ricordarlo. Lui era forte, e vedere questo posto così bello oggi ci riempie d’orgoglio”. Dopo la benedizione di Mons. Antonio Genovese, che ha richiamato l’importanza del “giocare bene” e del rispetto delle regole, la cerimonia si è conclusa con il taglio del nastro.
Un palazzetto moderno, sicuro; un omaggio al passato, una risorsa preziosa per le centinaia di ragazzi che potranno crescere umanamente e sportivamente assaporando gli ideali di condivisione e lealtà del gioco.
(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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