L’invecchiamento della popolazione è ormai un dato costante e l’assistenza alle persone anziane sarà sempre più importante nei prossimi decenni. Si stima che a metà del secolo ci saranno, solo in provincia di Treviso, 330mila anziani in più e 51mila bambini in meno.
“Il lavoro dell’assistente familiare è e sarà in crescita – spiega il sociologo Vittorio Filippi – e servirà sempre maggiore qualità: quando si entra in una famiglia si entra in un delicato e complesso sistema di relazioni”.
Il dato è emerso nell’ambito della seconda edizione della “Giornata della qualità dell’assistente familiare” promossa dall’associazione “Noi con voi” di Montebelluna, che fornisce assistenza a circa 200 famiglie in tutto il comprensorio, incrociando i bisogni e le professionalità di chi svolge il servizio di cura alla persona.
Il riconoscimento è stato conferito a una decina di assistenti che si sono distinte per capacità, disponibilità, flessibilità: per metà sono persone italiane, compresa una coppia di sposi, le altre provengono da Moldavia, Marocco, Algeria e Nigeria.
Un attestato, un premio di 300 euro e una copia del libro “La storia di Mirela”, che racconta proprio la storia di una ‘badante’ sono stati consegnati in una breve cerimonia all’esterno della sede dell’associazione.
Una delle premiate, Daniela Pellizzon di Caerano di San Marco, ha accettato di raccontare la sua esperienza, iniziata dopo la malattia della madre.
“Io ero chef in un ristorante e mi sono dovuta licenziare per seguirla assieme ad una assistente – afferma la donna -. Dopo la sua morte sono stata contattata dall’associazione per mettermi a disposizione: lo faccio ormai da cinque anni e sono contenta di questo lavoro. Ho iniziato come dama di compagnia ad un’anziana autosufficiente di Cornuda, poi alcuni mesi con un signore di Montebelluna, che si è gravemente ammalato nel giro di pochi mesi; ora sono a Biadene”.
“Essendo bionda, mi capita spesso di essere presa per una persona dell’est europeo, ma ormai questo clichè sta passando. Io faccio questo lavoro per passione e sono convinta che non sia adatto a tutti: ci vuole pazienza, sopportazione, adattamento – conclude la signora Daniela -. Si creano relazioni forti, che poi restano, anche se non è sempre facile rapportarsi coi familiari. Questo premio mi fa piacere perché vuol dire che sto facendo bene il mio mestiere”.
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
#Qdpnews.it