Don Lino Bertollo morto nell’incidente in Feltrina, il dolore del vescovo Tomasi: “Prete buono, generoso e fedele”

Don Lino Bertollo all’ingresso nelle parrocchie di Pederobba e Onigo, nel 2023. Accanto a lui, il vescovo Michele Tomasi

È un dolore immenso quello che sta vivendo la comunità ecclesiale delle parrocchie del Pederobbese e della diocesi di Treviso in queste ore per la notizia della scomparsa di don Lino Bertollo, 66 anni, parroco di Pederobba e Onigo: il sacerdote è morto nell’incidente stradale avvenuto domenica pomeriggio sulla Strada Regionale 348 Feltrina, nel territorio di Quero, in una fuoriuscita autonoma causata probabilmente da un malore.

Originario di Casoni di Mussolente e ordinato presbitero nel 1998, don Bertollo aveva il carisma di un pastore buono, capace di guidare le comunità avendo cura della vita parrocchiale, degli anziani e della formazione umana e cristiana dei giovani. In precedenza, era stato parroco delle parrocchie San Donato vescovo e martire in Gardigiano di Scorzè e San Nicola vescovo in Peseggia di Scorzè.

“Sono colpito e profondamente addolorato per la morte di don Lino Bertollo, un prete buono, generoso e fedele, che già manca tanto alla diocesi tutta e a me personalmente” – commenta, commosso, il vescovo di Treviso monsignor Michele Tomasi, alla notizia della morte improvvisa del parroco di Pederobba e Onigo.

“Sono vicino alla famiglia – aggiunge il presule trevigiano – e alle comunità che lo piangono, e a tutto il presbiterio di Treviso che perde un confratello stimato e amato. Ci affidiamo alla preghiera in questo momento di grande dolore”.

“Una persona amabile, dedita totalmente alla sua comunità” è il ritratto di don Lino da parte dei parrocchiani che si sono riuniti spontaneamente in canonica questa sera, ancora increduli e sgomenti, appena sopraggiunta la tragica notizia della scomparsa del loro sacerdote.

“Stava vicino ad anziani e giovani, e con questi ultimi era stato assistente in due campiscuola quest’estate, uno sul Nevegal e l’altro sul Garda – concludono -. Non si poteva che volergli bene ed essergli riconoscenti perché cercava di mettere tutti d’accordo e aveva un’attenzione squisita per ciascuno”.

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(Autrice: Beatrice Zabotti)
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