Custodi e innovatori: Franco Ghizzo, protagonista della scena teatrale italiana del secondo Novecento

Un tema originale per valorizzare i nostri paesi. E visto che ogni comunità ha le sue anime, figure che ne custodiscono l’essenza o ne tracciano il futuro, si è pensato con questa rubrica di raccontare le storie di chi, con il proprio impegno, incarna i valori, le tradizioni e le ambizioni del proprio paese.

Attenzione, però: non si parla di celebrità, ma di persone riconosciute e amate dai loro concittadini o, in alcuni casi, a loro sconosciuti, ma che rappresentano dei veri simboli della storia, della continuità o del cambiamento, in positivo, del nostro territorio.

Ecco allora, dopo “luoghi dimenticati” e “campanili”, un altro filone della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.

La nostra rubrica settimanale è dedicata a Franco Ghizzo, un modo per restituire voce a una personalità nata a Moriago, protagonista assoluto della scena teatrale italiana del secondo Novecento, eppure poco conosciuta nella sua terra d’origine. Una storia che merita di essere riletta e condivisa.

Persone iconiche del Comune di Moriago della Battaglia

Franco Ghizzo (1934 – 2004)

Di Enrico Dall’Anese

Fra le personalità di spicco del comune di Moriago del secondo Novecento, ricorderemo questa volta Franco Ghizzo, un personaggio famoso in Italia, ma pressoché ignorato nella sua patria di origine.

Nacque a Moriago nel 1934. La sua famiglia emigrò nel 1937 nel Milanese, dove Franco, completati gli studi, si affermò come industriale nel settore tessile. Ma fu soprattutto un uomo affascinato dal teatro, specie quello di rivista, brillante e musicale. Fin da studente si sentiva legato al mito di Wanda Osiris e si dedicò con passione all’avanspettacolo, che all’epoca aveva in Milano la sua capitale.

Nel 1977 rilevò l’Odeon, divenuto poi sala cinematografica, e il Teatro Nuovo in piazza San Babila, allora in piena crisi.

Il Nuovo, nato nel 1938, su progetto dell’architetto Lancia, teatro destinato a scrivere una parte della storia culturale della città, lo vide per molti anni direttore e gestore, ma anche produttore.

Con la gestione Ghizzo, la programmazione compì una svolta di carattere innovativo, specie nell’avvicendarsi delle compagnie. Affrontando scelte “coraggiose”, cominciò ad ospitare gruppi allora sconosciuti, primi fra tutti i Momix, destinati a diventare la Compagnia di danza contemporanea più applaudita dai giovani.

Alla grande prosa si alternavano concerti e spettacoli di artisti internazionali, come Liza Minnelli, Sarah Vaughan, Juliette Greco, Iglesias, Jerry Lewis, e spettacoli di successo con l’amico Valter Chiari.

Nel 1983 produsse Barnum con Massimo Ranieri e Ottavia Piccolo, il cui strepitoso successo diede inizio all’avvento di grandi musical. Seguirono Stanno suonando la nostra canzone con Loretta Goggi e Gigi Proietti, il Molière con Panariello, un balletto con la Fracci e il pirandelliano Vestire gli ignudi con Mariangela Melato.

Nel 1996 nacque Grease, con Lorella Cuccarini, primo esempio in Italia di spettacolo a lunga durata.

Ghizzo prestò grande attenzione anche al balletto, che spaziò da quello del Teatro alla Scala, alla Limon Dance Company, a Susanna Linke, Pilobolus, David Parson, Jorge Donn…

Il suo ruolo di industriale “prestato” al teatro, lo portò a lavorare anche in altri ambienti dello spettacolo: alla Versiliana, a Bologna, Jesolo e Capri. Per alcuni anni rilevò anche il ristorante tipico dei teatranti milanesi, il “Santa Lucia”.

Impossibile dire quanti altri artisti Ghizzo volle al Nuovo: Vittoria Chaplin, Renato Rascel, Rita Pavone, il trio Marchesini Solenghi Lopez, De Sica e Frattini. Il Nuovo ospitò l’ultima recita di Mastroianni e l’ultima di Gassman; si esibirono beniamini della risata da Dorelli a Bramieri a Montesano, ed altri artisti come Carmelo Bene, Paolo Poli e Lindsay Kemp, la coppia Dario Fo e Franca Rame.

Quella vita frenetica non gli impedì di ritornare talvolta a Moriago, dove ritrovava “le sue radici”.

Morì a Milano nel 2004.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Eventi Venetando)
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