Il mosnighese Terenzio Gambin è arrivato secondo classificato al Premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”, organizzato dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e Autonomie Locali Italiane, con la collaborazione del Centro Internazionale Eugenio Montale, per la sezione Prosa inedita.
La giuria ha, infatti, decretato i vincitori della tredicesima edizione del concorso e la cerimonia di premiazione si è svolta venerdì mattina 5 dicembre alla Sala Protomoteca in Campidoglio a Roma. Alla manifestazione, presentata dai conduttori televisivi Adriana Volpe e Beppe Convertini, al momento della consegna della targa a Gambin, erano presenti anche: il presidente Autonomie Locali Italiane Luca Abruzzesi, il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina ed il presidente regionale Unpli Veneto Rino Furlan.
Il racconto che si è aggiudicato il secondo posto “El ténp e la memoria” in dialetto mosnighese, è una riflessione, un emozionante dialogo con un vecchio albero “nostalgico e solo” posto lungo la strada bianca che porta alle grave del Piave, nei pressi di una casa colonica abbandonata, testimone e custode di ricordi di un tempo passato e di un mondo ormai finito. “No lè el temp a esser ligà ala nostra vita, la è la nostra vita a esser ligada al temp.” – recita il testo.
“Sono molto contento per questo riconoscimento che mai mi sarei aspettato di ricevere, ma a riempirmi di orgoglio è stato poter pronunciare il nome Mosnigo in Campidoglio.” – dichiara il vincitore Gambin.
Terenzio Gambin, 71 anni, attivo membro dell’AssociazioneCis Mosnigo, autore conosciuto ed apprezzato in zona, in passato ha pubblicato le raccolte di racconti in dialetto “Tòle siore de magnàr poret”, “Tosatèi de ‘na olta”, “La giostra de ‘l temp, la giostra della vita”, “Sgiaùfe” e il libro in italiano per ragazzi “Il regno dei Palù”. Aveva già partecipato con successo a molti concorsi letterari e ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui ha vinto: nel 2000 e nel 2013 la sezione Prosa del premio “Raise” che si svolge ad Arquà Polesine (Rovigo) e in altre edizioni è arrivato secondo e terzo, e per la sezione Poesia è arrivato due volte secondo e una terzo, nel 2005 primo posto per la Poesia a Colfosco, secondo ex aequo a La Spezia con una storia su suo padre, nel 2014 secondo premio Donadoni a Bovolone (Verona), nel 2018 premio regionale “Il tempo e la memoria” a Salizzole (Verona) e nel 2025, oltre al premio a Roma, ancora secondo ad Arquà Polesine e finalista lo scorso ottobre al premio “Parfin Dolse” a Campagna Lupia (Venezia).


Anche la 36enne compaesana Fulvia Lot ha ricevuto riconoscimenti letterari. Originaria di Refrontolo, Fulvia vive a Mosnigo da cinque anni. Appassionata di letteratura fin da bambina, da una quindicina di anni si diletta nella scrittura di poesie in lingua italiana e in dialetto veneto, e racconti brevi. Una passione nata leggendo i grandi poeti, in particolare Montale, Leopardi e Zanzotto. Dal 2013 ha conseguito decine di premi in vari concorsi letterari. E’ stata anche lei finalista a “Salva la tua lingua locale”, a Roma nel 2018, con la poesia “l’Isoa dei morti”, che parla appunto dell’Isola dei morti a Moriago della Battaglia, e sempre quell’anno con la poesia “Auschwitz – Birkenau” è stata finalista a “Bocconi d’ Inchiostro”, il concorso letterario organizzato dall’università Bocconi di Milano.
Il più recente premio ottenuto è stato “Onigo Mura Bastia” a settembre 2025, dove si è classificata terza con la poesia “Borgo Francia”, in cui descrive la caratteristica via Conti a Mosnigo, premiata da Lucia Vettoretti, membro della giuria, pittrice, cantante e animatrice gruppi di ricerca.
“Mi piace raccontare con le poesie il territorio e le tradizioni, soprattutto utilizzando il dialetto, parlata che ho da sempre ascoltato e utilizzato e che penso sia parte integrante della storia dei nostri luoghi.” – ha dichiarato la poetessa Lot.
(Autore: Antonella Callegaro)
(Foto: per gentile concessione di Terenzio Gambin e Fulvia Lot)
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