Solo il tempestivo intervento dei soccorsi ha evitato l’ennesima tragedia lungo il fiume Piave a San Biagio di Callalta dove sette ragazzi sono rimasti bloccati su un isolotto in mezzo al fiume. A causa dell’improvviso innalzamento del livello dell’acqua e della forte corrente, i giovani non riuscivano più a raggiungere la riva in autonomia.
A lanciare l’allarme è stata una persona in transito lungo la SR 53, all’altezza di Ponte di Piave, che ha notato i ragazzi sbracciarsi per chiedere aiuto. La chiamata alla centrale operativa del 118 ha attivato l’intervento dei Carabinieri, i quali, giunti sul posto, hanno confermato l’emergenza.
Subito è decollato l’elicottero del Suem di Treviso, che ha individuato il gruppo in difficoltà e calato un tecnico del soccorso con un verricello di 15 metri. Due ragazzi sono stati recuperati e portati a bordo. A seguire è intervenuto anche l’elicottero dei Vigili del Fuoco, che ha tratto in salvo gli altri cinque.
I ragazzi, due di nazionalità pakistana e cinque originari del Bangladesh, hanno un’età compresa tra i 19 e i 42 anni. Per precauzione è intervenuto in zona anche l’elicottero della Guardia di Finanza.


Quello di oggi è il terzo intervento nella stessa zona del Fiume Piave in meno di un mese da quando, il 18 giugno, tra le acque del Fiume Sacro alla Patria morì il 21enne Denny Navas.
“Un ringraziamento sincero ai Vigili del Fuoco, al personale del Suem 118 e alle Forze dell’Ordine per il tempestivo e impeccabile intervento che oggi ha consentito di salvare sette giovani, sorpresi da una piena improvvisa del Piave a Fagarè di San Biagio di Callalta, nel trevigiano. Ancora una volta, la grande professionalità dei nostri soccorritori si è rivelata decisiva – afferma il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia – Non è più accettabile che, nonostante gli avvisi e le allerte meteo diramate, ci si metta in situazioni di pericolo simili. Fiumi in piena, correnti forti, rovesci improvvisi: tutto questo è ben noto in queste ore. Non possiamo permettere che l’imprudenza metta a rischio la vita non solo di chi compie certe scelte, ma anche di chi è costretto a intervenire.”
L’appello ai giovani da parte del presidente è diretto: “Evitate comportamenti pericolosi. Non sfidate la natura. Ogni intervento di emergenza mobilita mezzi, uomini e risorse, e nei casi più gravi i soccorritori rischiano la vita. È giusto che, laddove vi siano responsabilità chiare, siano applicate anche le sanzioni previste. Non possiamo continuare a piangere tragedie che si potrebbero evitare con un minimo di buon senso.”
(Autore: Simone Masetto)
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