Le salite della vita “senza mai moear” e un tumore affrontato pedalando: la storia di Andrea Cervi

Una storia che dimostra cosa l’essere umano possa davvero fare se accompagnato dalla giusta attitudine mentale. Non forzando ad ogni costo i proprio limiti (“Perché quelli bisogna pur riconoscerli”), ma riuscendo a superare gli ostacoli della vita con tenacia e determinazione.

Il tutto anche con un po’ di fortuna e sostenuti dal sempreverde “mai moear“. “Perché ci sono sempre situazioni dove bisogna stringere i denti…ma, dopo la salita, c’è sempre una discesa che ti rinfresca il viso e ti fa rilassare”.

Questa la filosofia con cui Andrea Cervi, 54enne originario di Montebelluna, ma ora residente a Monfumo, di professione postino a Pederobba, ha affrontato le avversità della sua di vita. Sempre guardando alla “prossima discesa” e sempre, ovviamente, camminando o pedalando senza mai arrendersi.

Una passione per lo sport, la sua, iniziata fin da bambino, quando a 8 anni ha cominciato a praticare atletica, specializzandosi poi nel mezzofondo e raggiungendo subito ottimi risultati. Tanto da entrare ben presto nel giro della Nazionale e nel centro sportivo dell’Esercito.

Verso i 26 anni, dopo una breve pausa, torna in “pista”, o meglio in strada, rimettendosi le scarpe per prendere parte a varie maratone. Ma qui arriva un primo stop.

“Ho avuto dei problemi alla schiena nel 2001, che mi hanno costretto a operarmi per rimuovere alcune ernie”, spiega Andrea. Nulla di così grave, inconvenienti del “mestiere”. Si riparte e per un po’ fila tutto liscio.

“Ma ecco che, nel 2011, la cosa si fa più seria e resto praticamente paralizzato, costretto a letto per un mese – racconta – Mi sottopongo a un nuovo intervento alla schiena, più invasivo del precedente”. Ma la testa di Andrea è sempre alla famosa discesa: “Mi ricordo che in quel periodo avevo cercato online quanto costavano le bici per disabili, perché già mi immaginavo di dover gareggiare con quelle…”.

Invece il 54enne si rimette in piedi e decide di “testare” subito la schiena con due alte vie di montagna da fare in 15 giorni. Coin tanto di zaino da 35 kg sulle spalle! “Tanto le lamine che mi avevo messo con l’intervento erano ancora in garanzia”, scherza lui.

Da lì inizia a correre anche con la bici da strada, cimentandosi subito con corse sopra i 200 km. Ma il richiamo della montagna si fa sentire. Ed ecco allora il nostro mettersi alla prova – e che prova! – facendo 19 passi dolomitici in due giorni. “D’accordo le discese poi, ma prima c’è sempre la salita… e a me la bici piace quando va in su”.

Tutto bene, quindi? No. A luglio del 2022 arriva una “salita” imprevista: la più dura mai affrontata. “Mi hanno diagnosticato un cancro allo stomaco“, spiega Andrea. Che però non si ferma neanche di fronte a questa impietosa diagnosi. “Cosa ho fatto? Semplice, ho preso la mia bici e sono andato sul Passo Fedaia, lì dove c’era appena stato il distacco della valanga sulla Marmolada”.

Il perché di un gesto tanto istintivo quanto “particolare”, è presto detto: “Sentivo l’esigenza di fare capire a questo ‘signore’ che si era introdotto nel mio corpo, che le cose non sarebbero tanto cambiate – racconta Andrea -. Anzi, che forse aveva sbagliato tutto“.

Che anche durante la chemio, pur provato, non si è mai arreso all’idea di fermarsi. E ha continuato a macinare chilometri: “Certo, non andavo lontano, ma la mia salita una volta alla settimana la facevo lo stesso”.

Addirittura, dopo il primo ciclo di chemio, senza dire niente a nessuno, è salito fino a Cima Grappa per farsi un selfie (“Io che di foto non me ne faccio mai”), che poi ha imprudentemente girato a moglie e sorella, prendendosi tutti i rimproveri del caso.

Ma la filosofia del “mai moear” risulta vincente e un po’ alla volta, fatta l’operazione e un altro ciclo di chemio, Andrea inizia a riprendersi. “Riesco pian piano a tornare alla mia vita di sempre – spiega -. Lavoro, famiglia, Alpini e tutto il resto. Ma mi era rimasto un cerchio da chiudere. Nel 2021 avevo provato a fare le 11 salite del Grappa non-stop, ma mi si era rotto il cambio. Dovevo riprovarci”.

E infatti l’appuntamento con questa suggestiva sfida era solo rimandato: “Nel 2024 ho provato anche altre esperienze, tipo le super randonnée, che sono corse di almeno 600 km – conclude Andrea -. Ne ho fatte due, ma in testa c’erano sempre quelle salite del Grappa”.

Ed ecco allora che il 1° giugno di quest’anno, giorno del suo primo anniversario di matrimonio (sarà stata contenta la moglie! ndr.), parte. “Missione compiuta in 33 ore non stop, fermandomi solo la notte e per mangiare”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per concessione di Andrea Cervi
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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