Un giovane carabiniere originario di Fietta, una vicenda tragica quasi dimenticata, un bandito il cui nome è entrato nel mito e un lungo lavoro di ricerca storica che riporta alla luce un pezzo di memoria collettiva.
Ieri, sabato, alle ex scuole di Fietta, il Comune di Pieve del Grappa, in collaborazione con la Parrocchia della Santissima Trinità di Fietta, ha ospitato la presentazione dell’opuscolo “Il senso del dovere – Carabiniere Reale Sebastiano Consalter” di Mario Marangon, dedicato proprio al giovane carabiniere reale ucciso in servizio nel 1923 a Pola, a soli 21 anni, durante un tentativo di arresto del famigerato criminale Ivan Colarich.
L’iniziativa, nata in origine dal Comune di Quinto di Treviso (con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri), ha visto la partecipazione – in una sala gremita – del Generale in congedo Claudio D’Angelo (esperto di Storia della Relazioni Internazionali), del Luogotenente C.S. Cav. Lino Pavanetto (Presidente della Associazione Nazionale Carabinieri di Zero Brando e Quinto) e della famiglia Consalter con la signora Emilia (nipote di Sebastiano e custode delle sue memorie). Presenti anche il sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin, con l’assessore alla Cultura, Daniela Andreatta (che ha fortemente voluto l’iniziativa), e il sindaco di Quinto, Ivano Durigon.


Un lavoro frutto anche della tenacia e della passione civile della vicesindaca di Quinto Cristina Veneziano che ha scoperto la vicenda quasi per caso. Da lì è partito un lavoro di recupero e ricostruzione storica che ha ridato voce e dignità alla figura di Sebastiano Consalter con un attento lavoro di ricerca d’archivio e testimonianze familiari.
“La presentazione di questo scritto è un gesto semplice, ma importante – ha commentato il sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin – Ci invita a riflettere sul valore della memoria e sul coraggio di chi ha servito lo Stato con onore. Ricordare Sebastiano significa anche restituire un volto umano a tante storie dimenticate che meritano di essere raccontate”.
La storia di Consalter
Nato a Fietta nel 1902 Sebastiano Consalter entrò nell’Arma dei Carabinieri a 19 anni. Fu poi trasferito a Pola (oggi Croazia), nella caserma di via Fausta, e lì perse la vita l’anno successivo colpito da uno dei sei proiettili esplosi dal bandito Colarich nel corso di un tentativo di arresto.


Il collega Marco Vallotta sopravvisse, ma Consalter morì colpito sotto l’orecchio destro. Il suo sacrificio, rimasto a lungo nell’ombra, è però ora ricordato grazie a questa interessante pubblicazione.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata