Sono stati più di 350 i partecipanti alla serata di gala conclusiva dell’ottava edizione della Festa del Museto, la quinta del Campionato del Mondo organizzato dall’Ingorda Confraternita del Museto, andata in scena sabato sera a Casa Riese.
Ad aggiudicarsi il titolo, superando un’agguerrita concorrenza, Luca Raccanello, dell’azienda agricola Riccardo Raccanello di Pieve del Grappa, comune di cui è anche assessore all’Agricoltura. Secondo posto per L’Apostrofo Rosa e terzo per l’Istituto Agrario Sartor, entrambi di Castelfranco Veneto. Ai piedi del podio, infine, la Macelleria Vellardi di Enego (VI).
Mattatore della serata, come da tradizione, il Gran Norcino Matteo Guidolin, stavolta in una versione “trumpiana” all’insegna del motto: “Make Museto Great Again“.
L’evento, co-organizzato dalla Città di Riese Pio X e dalla Caneva dei Biasio, ha visto sfidarsi ben 75 partecipanti, provenienti da quattro regioni d’Italia: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Lombardia. Quest’anno infatti la competizione ha valicato i confini veneti grazie alle pre-selezioni interregionali che hanno coinvolto appunto Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Lombardia, portando in finale eccellenze da 10 province.
Una tripla selezione partita in Friuli, a Fiume Veneto, poi proseguita in Trentino, ad Albiano, e conclusasi in Veneto, proprio a Riese Pio X. Da questa scrematura, oltre ai campioni friulani e trentini, sono usciti 17 dei 20 finalisti di sabato scorso: 4 friulani, 3 trentini e 10 veneti. A questi si sono poi aggiunti 3 museti lombardi selezionati per l’occasione dal Gruppo Norcini Italiani.


“Un ringraziamento al presidente di giuria Stefano D’Alessio e ai giurati di tutte e quattro le selezioni, a Gianpietro Pasut, alla Pro Loco di Cimpello e Agriflumen-Comune di Fiume Veneto (PN), a Fiorenzo Varesco, alla Confraternita del Sguazet e al Comune di Albiano (TN), alle Confraternite presenti (Cren, Clinto e Gnochi con la Fioreta), al gruppo Norcini Italiani, a Paolo Ferrari presidente del Consorzio Zampone e Cotechino di Modena e a tutti i 350 partecipanti alla serata”, il commento degli organizzatori.


Il concorso-show si è confermato così un vero laboratorio di “resistenza culturale“, dove la tradizione del “muso e cotenna” può rivivere tra goliardia e alta gastronomia, unendo generazioni diverse attorno a un insaccato che è, prima di tutto, capacità di fare comunità. Con una regola inderogabile: el ga da petàr!


(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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