Cappello da artigliere in testa e sorriso gioviale: così Angelo Peressini ha accolto gli ospiti che oggi mercoledì sono arrivati nella sua abitazione di Rua di Feletto per fargli gli auguri per i suoi 108 anni, alla presenza delle figlie e della badante.
Presenti i sindaci di San Pietro di Feletto e Pieve di Soligo, rispettivamente Cristiano Botteon (intervenuto con il suo vice Giorgio Comuzzi) e Stefano Soldan, del consigliere regionale Roberto Bet e di un rappresentante della sezione degli Artiglieri di Pieve di Soligo, di cui Angelo fa parte.
Sezione che gli ha donato una bandiera: Angelo Peressini è infatti l’artigliere più anziano d’Italia e domenica mattina, dopo la Santa Messa a Rua di Feletto, si svolgerà una cerimonia in suo onore, seguita da un pranzo con i parenti.
“Angelo è un gran conoscitore del Comune. Gran persona e in ottima salute”, le parole di Botteon, mentre Soldan ha espresso l’auspicio di altri anni vissuti così, “a una persona sempre così solare, a cui facciamo i nostri auguri”.
“Sono entusiasta di aver ospitato tutta questa gente e auguri a tutti di lunga vita“, le parole del festeggiato.
Originario di San Daniele del Friuli, Angelo Peressini si trasferì a Rua di Feletto nel 1953, per svolgere un impiego per conto dell’Anonima Elettrica Trevigiana, poi assorbita dall’Enel.
Lavoro che nella comunità gli valse il soprannome di “lucer“: per 37 anni ha operato nel settore, vivendo il passaggio della Sade all’Enel.
Proprio a Rua di Feletto formò la sua famiglia, assieme alla moglie Maria (con cui fu sposato per ben 63 anni), dalla quale ha avuto due figlie.
Gran amante delle verdure e con una predilezione per polpettone, pollo, bastoncini di pesce e patate fritte, Angelo beve tanta acqua e solo “un dito di vino rosso”: che sia questa una particolare ricetta di longevità?
Appassionato di parole crociate e di crucipuzzle, ogni lunedì è per lui immancabile l’appuntamento con l’inserto sportivo dei giornali, che legge con attenzione.
Gran camminatore e macinatore di chilometri a piedi fino all’età di 102 anni, ora non smette di muoversi sulla sua terrazza, dove non disdegna di salutare ogni passante che conosce. Sempre in compagnia dell’immancabile gatta.
“Non ricordo che ci sia mai stato questo caldo, ma non lo soffro: sono nato con il caldo – il suo commento -. Ne avrei tante cose da ricordare: vorrei vedere i colleghi che non ci sono più. Il ricordo più bello? Sicuramente la giornata di oggi. Ho fatto 7 anni di guerra: sono partito nel 1938 e tornato nel 1945 – ha spiegato -. Oggi, dico a tutti di volersi bene: forse è questo il segreto della vita”.
“Arrivare a 109 anni? Direi di no, perché significa dare troppo lavoro ed essere di peso per altre persone – ha aggiunto -. Intanto non vedo l’ora di festeggiare domenica, e grazie a chi oggi è venuto a trovarmi”.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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