E’ mancato ieri, domenica, circondato dall’affetto e dal calore dei suoi cari, Francesco Gagliano, 92 anni (ne avrebbe compiuti 93 tra pochi giorni), pievigino d’adozione, fondatore dell’omonima autoscuola e a lungo insegnante alle scuole medie.
“La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma resta viva l’eredità di un uomo che ha fatto del dovere, del sacrificio e dell’amore per la famiglia i pilastri della propria esistenza”, le parole di cordoglio dei familiari.
Nato a Gela, in Sicilia, il 18 gennaio 1933, Francesco lasciò l’isola poco più che ventenne e si trasferì in Veneto, dove si ambientò rapidamente e dove decise di stabilirsi per costruire il proprio futuro. Nel 1958, dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico Industriale, affrontò e superò il concorso per la cattedra di Educazione Tecnica e, tra le varie località che gli si offrivano, scelse come sede la scuola media di Pieve di Soligo.
Sin dall’inizio della sua attività didattica seppe farsi apprezzare dai colleghi e dagli studenti per la sua competenza e la passione per l’insegnamento, al punto che ancora oggi molti di loro lo ricordano con affetto e riconoscenza.
Ma la sua straordinaria energia non poteva esaurirsi solo tra le mura scolastiche. Animato da un intenso spirito d’iniziativa, iniziò presto a lavorare come insegnante e istruttore in alcune scuole-guida, affrontando notevoli sacrifici pur di realizzare una propria attività professionale. Grazie alla sua forza di volontà, nel 1970 riuscì ad aprire la sua prima autoscuola “Gagliano” a Sernaglia della Battaglia alla quale, in seguito, si aggiunse una nuova e più grande sede a Pieve di Soligo.


Nella realizzazione di questo impegnativo progetto non è mai stato solo: al suo fianco ha sempre avuto la moglie Liberia, compagna di vita fedele e consigliera preziosa, che lo ha sostenuto e incoraggiato con amore e saggezza in ogni momento.
Francesco era stimato non solo per la sua competenza e la sua correttezza, ma anche per la simpatia naturale e l’umanità che hanno lasciato un segno duraturo in generazioni di amici, conoscenti e allievi. Aveva inoltre un profondo rispetto per le persone e per le regole, qualità che ha dimostrato in ogni circostanza della sua vita.
Francesco ha vissuto intensamente la sua lunga esistenza, dallo sbarco degli americani a Gela, di cui è stato testimone, fino agli ultimi giorni di vita, ed ha sempre mantenuto in modo sorprendente una lucidità, una memoria e una capacità di giudizio ammirevoli. Ha avuto la fortuna di vivere un matrimonio lungo e felice e di aver avuto una grande famiglia unita intorno a sé.
Per tutto questo la sua scomparsa lascia un profondo dolore e un vuoto incolmabile nel cuore della moglie Liberia, dei figli Nicola e Anna, dei nipoti Laura, Diana, Sara, Chiara e Luca, del genero Patrizio e della sua amorevole nuora Tiziana e i suoi pronipoti: Paolo, Giuseppe, Ginevra ed Emma.
“L’esempio della sua vita resterà impresso anche nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzare le sue doti umane e professionali”, concludono i familiari. La data del funerale verrà fissata nelle prossime ore.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per gentile concessione della famiglia)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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