Come ogni anno l’Amministrazione comunale di Pieve di Soligo intende ricordare le vittime delle foibe, migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia che tra il 1943 e il 1945 furono massacrati o gettati vivi nelle cavità carsiche (foibe) dai partigiani jugoslavi, e tutti quei profughi costretti a sfuggire alle persecuzioni, durante l’esodo giuliano-dalmata.
E lo farà, in occasione del Giorno del Ricordo, con due appuntamenti. Al mattino di martedì 10 febbraio, dalle 9.00, si terrà infatti la consueta cerimonia istituzionale, con il ritrovo al Monumento ai Caduti, seguito dall’Alzabandiera (alle 9.15), dalla deposizione di una composizione floreale e, infine, dai discorsi delle Autorità presenti.
Il giorno dopo, mercoledì 11, alle 21.00, l’appuntamento sarà all’Auditorium “Battistella-Moccia” (ingresso libero), dove andrà in scena uno spettacolo con protagonisti Sandro Buzzatti e Nelso Salton, che presenteranno una lettura attoriale con ambiente sonoro tratta da La foiba grande di Carlo Sgorlon.
Dallo straordinario romanzo di Carlo Sgorlon, Sandro Buzzatti ripercorrerà in particolare la vicenda di Benedetto Polo che torna, dopo gli anni americani, nella sua terra natale, l’Istria.
Ma ormai il seme del nazionalismo ha fatto esplodere le divisioni: dove prima si dicevano istriani ora si chiamano italiani o slavi. La lingua, le lontane origini, i cognomi… tutto diventa motivo di separazione. O meglio pretesto per dividere e per consumare vendette che la guerra aveva reso “urgenti”. È il seme del nazionalismo cieco e ideologico che porta “la guerra dentro la pace”, prolungando in terra istriana le vendette e gli eccidi che dopo il ’45 si speravano consegnati al passato.
Un racconto incalzante, intenso, che porterà i presenti dentro quelle comunità sconvolte dalla paura delle foibe, dal terrore delle vendette e dalle divisioni portate a più riprese in pochi anni nella dolce terra d’Istria. Una interpretazione, quella di Sandro Buzzatti, che restituisce il clima, il sapore e i colori di una terra e del terrore che l’ha attraversata.
L’evento rappresenta un momento di riflessione su una delle più grandi tragedie del Novecento.
Sandro Buzzatti
Sandro Buzzatti è nato a Sedico (Belluno) il 14 ottobre 1948. Trasferitosi a Firenze, si dedica allo studio della teoria e tecnica della comunicazione orale, propria del mondo popolare. Agli esordi, sperimenta forme di teatro e musica popolare al seguito di Dario Fo (Milano, Palazzina Liberty) e Giovanna Marini (Nuovo canzoniere Italiano). Ha diretto il TAG Teatro di Venezia e promosso l’apertura del teatro Ariston di Treviso.
Tra i suoi ultimi lavori, l’interpretazione di “Novecento” di A. Baricco con Marco Sbarai al pianoforte e una serie di progetti dedicati al teatro di poesia, tra cui “Dalle viscere alla metafora” antologia di venti poeti veneti del ‘900 a cura di Luciano Caniato con la pubblicazione di libro e recital a cura della Canova editrice. Dello stesso autore interpreta con Nora Fuser e Stefano Rota “L’anima sui cop”, uno spettacolo multimediale sulla emigrazione dei veneti tra Ottocento e Novecento con la regia di Mirko Artuso. Oltre a Dino Buzzati, al quale ha già dedicato “Buzzatti interpreta Buzzati” (dall’antologia “Le montagne di vetro” a cura di E. Camanni) e alcune performance tratte da “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” e dalla “Drammatica fine di un musicista”, un altro autore veneto particolarmente amato e riscoperto proprio da Sandro Buzzatti è Romano Pascutto, del quale ha portato in scena la trilogia de “La storia de Nane”, “La Gigia” e il “Birt all’inferno”.
Significativa anche la sua collaborazione con Marco Goldin per progetti teatrali collegati alle maggiori mostre organizzate in Italia da Linea d’Ombra (tra i quali “Vincent e Theo” realizzato nel 2002 con Mario Brunello e l’Orchestra d’archi Italiana dall’epistolario di Van Gogh, e i recenti “Lontano il mondo” e “L’attitudine della luce”, in tournée con Antonella Ruggiero in occasione della mostra “Turner e gli impressionisti”.
(Autore: Alessandro Lanza)
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