Inaugurata sabato sera la mostra (curata da Lorena Gava) di Lino Fornasier, pittore di Barbisano, e Tiziano D’Agostin, originario di Falzè di Piave. L’iniziativa si è tenuta in Villa Brandolini a Pieve di Soligo.


La mostra (che vede l’organizzazione da parte dell’amministrazione comunale) ha messo al centro le opere dei due pittori locali citati, “i quali hanno saputo raccontare sapientemente il nostro territorio attraverso la pittura”, così come ha riferito Eleonora Sech, assessore alla Cultura del Comune di Pieve di Soligo, che ha aggiunto come l’inaugurazione sia stata molto partecipata.
Attraverso l’uso sapiente del colore e della materia, Fornasier narra i luoghi del suo orizzonte quotidiano, con pennellate dense e vibranti, capaci di plasmare la luce e restituire emozioni autentiche.
Sicuramente è il profilo di un artista profondamente legato al suo territorio, dove le colline, i borghi, il mutare delle stagioni diventano suggestioni che, attraverso il suo sguardo, assumono un nuovo significato e, di conseguenza, i suoi dipinti stupiscono ed emozionano chi li osserva.


Il maestro D’Agostin, invece, fu un uomo eclettico e poliedrico che, fin da giovanissimo, si dedicò con passione alla pittura da autodidatta.
Le sue opere, raccontano il percorso artistico di un’intera vita e ci restituiscono immagini suggestive di figure femminili, volti, paesaggi agresti dell’Alto Trevigiano, fino a giungere a composizioni astratte, che delineano un universo di colore e di luce.
Il figlio Matteo D’Agostin ha fortemente voluto questa prima retrospettiva, a quattro anni dalla scomparsa del padre, avvenuta nel marzo del 2021, quando Tiziano D’Agostin (tra le varie cose, in passato anche vicesindaco di Sernaglia della Battaglia e consigliere alla Banca Piva di Valdobbiadene) aveva 76 anni.
Matteo D’Agostin ha quindi colto l’occasione per ricordare il papà, descritto come “un uomo instancabile nella propria ricerca artistica, padre premuroso che ha saputo trasmettere il rispetto per le arti”.
E a tal proposito, il figlio ha deciso di dare continuità alla passione e al lavoro del padre, creando l’associazione culturale Tida, ovvero un’organizzazione senza scopo di lucro, impegnata nella promozione delle attività culturali del territorio.


“Per noi è stato un onore riportare in Villa Brandolini due artisti locali che, con grande maestria e attraverso il colore, ci hanno fatto rivivere i nostri paesaggi degli ultimi quarant’anni. Una mostra che sta superando ogni aspettativa in fatto di visitatori locali”, le parole del consigliere Pierangelo Zanco, che si è occupato dell’organizzazione dell’iniziativa.
La mostra allestita in Villa Brandolini rimarrà aperta al pubblico fino al 27 luglio, a ingresso libero, nelle giornate di sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Comune di Pieve di Soligo)
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