“Sperare ancora. La vita buona, un nuovo Umanesimo” è il titolo della seconda edizione del volume di Marco Zabotti (direttore scientifico dell’Istituto Beato Toniolo. Le vie dei Santi di Pieve di Soligo), contenente i vari articoli usciti sulla sua rubrica settimanale per il quotidiano Qdpnews.it.
Un’opera pubblicata dalla casa editrice del settimanale L’Azione, presentata ieri sera nell’aula civica del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto.
L’evento, alla presenza dell’autore, è stato coordinato da don Alessio Magoga (direttore della casa editrice del settimanale L’Azione).
Presente il vescovo della Diocesi di Vittorio Veneto Riccardo Battocchio, il sindaco Mirella Balliana, Mariagrazia Gottardi (presidente dell’associazione Amici di Vittorio Veneto), Stefano Sonego (direttore amministrativo del settimanale L’Azione e institore della tipografia Tipse), Annalina Sartori (presidente dell’Istituto Beato Toniolo. Le vie dei Santi), Enrico Ioppo (presidente dell’Azione cattolica diocesana).
“Questo è un libro che aiuta a confrontarci, per inseguire i valori fondanti della comunità, in un percorso di riflessione”, ha osservato Mirella Balliana.
“Chi scrive lascia trasparire anche le tracce del contesto e, per conoscere il territorio, servono delle diverse prospettive – ha affermato il vescovo – Questo è un libro che ha un riferimento diretto ai nostri territori e che potrebbe risvegliare una certa sensibilità nei confronti di una visione antropologica della realtà”.


A seguito di questa introduzione, Marco Zabotti ha approfondito quello che è il fil rouge del volume, ovvero la speranza, un concetto che assume una certa rilevanza, specialmente ai giorni nostri.
“C’è un patrimonio della comunità e c’è un’umanità che non dimentica i valori, riconoscendo ciò che c’è stato – ha affermato – Riconosce una bellezza che c’è e i talenti presenti: c’è bellezza ovunque”.
“Qui ci sono i volti e le storie per un futuro grande – ha proseguito – Dobbiamo ripartire da noi stessi, mettendo in moto la speranza e pensando che ‘finchè c’è speranza, c’è vita’. Bisogna rimettere in campo un senso di altruismo e il concetto che siamo dentro a un destino comune”.
“Siamo chiamati a rimettere in moto uno spirito generatore del bene, con al centro il ‘noi’ e non l’io – ha aggiunto, citando anche le varie ‘vite illustri’ pievigine, per poi affrontare il concetto delle ‘buone notizie’ – Le buone notizie sono una parte dell’informazione quotidiana e non devono costituire un inserto a parte”.
“Le buone notizie non devono diventare un ambito simpatico a parte, ma ci deve essere un modo nuovo per raccontare gli avvenimenti di oggi, senza un sovraccarico di emozioni”, ha ribadito, specificando la necessità di un modo diverso nell’affrontare la cronaca, anche quella nera.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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