Sono centinaia gli italiani che, allo scoppio della guerra in Medio Oriente, si trovavano a Dubai. Chi per lavoro, chi per turismo, è rimasto bloccato negli Emirati Arabi a causa della chiusura dello spazio aereo. Oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato per domani un volo speciale diretto a Milano che riporterà in Italia anche gli studenti veneti (di Padova e Mestre) bloccati a Dubai.
Negli Emirati c’è anche chi vive e lavora da anni: tra loro Simone, originario di Pieve di Soligo, ed Erika, di Mareno di Piave, marito e moglie che vivono a Dubai dal 2019.
Perché vi siete trasferiti a Dubai?
“Per motivi lavorativi: entrambi siamo architetti. Simone lavora nel mondo dell’arredamento come design manager responsabile dei progetti Middle East per l’azienda per cui lavora (Frezza) ed Erika come architetto con il suo studio che opera nel residenziale”.
Cosa potete raccontarci di questi ultimi giorni? Avete avuto paura?
“Negli ultimi due giorni noi, come tutti i residenti italiani e i turisti a Dubai, abbiamo vissuto una situazione anomala e imprevedibile. Inizialmente sì, il primo stato d’animo è stato di paura. Centosessantacinque missili e 541 droni che attraversano lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti non sono una cosa a cui siamo abituati, e non è una cosa a cui questa nazione è abituata”.
Com’è la situazione a Dubai?
“Ieri, come oggi, Dubai non si è fermata: le persone lavoravano, le attività sono rimaste aperte. Non è ingenuità da parte nostra o di chi ci sta attorno, ma è ciò che accade quando una nazione ha guadagnato la nostra fiducia e quella di chi la abita. Questo è un aspetto che ci teniamo a sottolineare, perché pur nella paura non abbiamo mai avuto la sensazione di non sentirci al sicuro”.
Avete sentito i boati nel cielo? Vi siete rifugiati anche voi nei sotterranei?
“Abbiamo sentito anche noi dei boati in cielo, ma pur con apprensione non abbiamo mai sentito la necessità di spostarci negli interrati o di allontanarci dal centro città. Le autorità locali, fin da subito, hanno comunicato con chiarezza e trasparenza che la controffensiva aerea stava operando in maniera efficiente, neutralizzando tutti i vari attacchi missilistici e/o di droni. Attacchi che, ci teniamo a chiarire, erano indirizzati verso basi statunitensi nel territorio emiratino e non direttamente agli Emirati Arabi o alla città di Dubai”.
Sentite la necessità di un rientro in Italia dopo quello che è accaduto?
“Questo Paese negli ultimi giorni ci ha dimostrato forza, calma e un governo che tratta la sicurezza delle proprie persone come l’unica cosa che non può essere compromessa. E per quanto destabilizzati, qui ci siamo sentiti al sicuro, più di quanto forse non ci saremmo sentiti in qualsiasi altro posto. Per cui, detto ciò, non sentiamo al momento la necessità di un rientro in Italia e/o in qualsiasi altro posto nel mondo. Ed è proprio in un momento di instabilità geopolitica come questo che sentiamo il bisogno di ringraziare, come cittadini italiani residenti negli Emirati Arabi Uniti, gli Emirati Arabi Uniti e la città di Dubai (che consideriamo casa) per l’eccezionale supporto dato”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: per concessione di Erika e Simone)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata







