Rapina in casa a madre e figlio: il basista, il conto alla rovescia e i soldi nel battiscopa. In due ai domiciliari

Nelle prime ore della mattinata odierna i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Treviso su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due giovani di 19 e 20 anni, operai di origine albanese, residenti a Cison di Valmarino e Moriago della Battaglia.

I due sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso con altri due connazionali 17enni all’epoca dei fatti – per i quali si procede separatamente presso la competente Autorità Giudiziaria minorile – della rapina aggravata commessa nella notte del 20 marzo dell’anno scorso a Refrontolo, nella villa della famiglia Doimo, ai danni di una donna e del figlio, presenti in quel momento all’interno della propria abitazione.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, i quattro, travisati e con almeno uno armato di pistola (successivamente risultata a salve), si erano introdotti nell’abitazione e, sotto la minaccia dell’arma, si erano impossessati di 8 mila euro in contanti nascosti in un battiscopa e di alcuni monili di modesto valore, per poi darsi alla fuga. Le vittime non avevano riportato lesioni.

I malviventi, per farsi consegnare il denaro, avevano puntato la pistola in faccia alle vittime, facendo anche partire una sorta di conto alla rovescia: “Se non ci dite dove sono i contanti, vi spariamo” le parole dei quattro.

Le vittime, tuttavia, non avevano ceduto, restando in silenzio di fronte alla grave minaccia. Ma i rapinatori erano comunque riusciti a identificare il nascondiglio in cui era occultato il denaro. Circostanza che ha fatto subito orientare le indagini verso la presenza di un basista, che verosimilmente ben conosceva quella casa per averla frequentata.

E’ infatti emerso a livello investigativo che la figlia della donna, che quella notte non si trovava in casa, conosceva uno dei quattro rapinatori (uno dei due minorenni, nello specifico). E’ stata lei stessa, una volta appreso della rapina, ad insospettirsi e a orientare poi le indagini, riferendo ai militari questo decisivo dettaglio.

Le immediate attività investigative hanno consentito di rinvenire, in un campo poco distante dal luogo del fatto, una pistola poi risultata a salve. L’ascolto di alcuni testimoni e attività tecniche di intercettazione hanno permesso di individuare inizialmente i due minorenni coinvolti, nei cui confronti sono state eseguite perquisizioni domiciliari delegate dall’Autorità giudiziaria. Nel corso delle operazioni, i giovani hanno ammesso le proprie responsabilità consegnando ulteriori due pistole, anch’esse risultate a salve, utilizzate durante la rapina.

L’analisi dei tabulati telefonici dei dispositivi sequestrati ha poi consentito di identificare anche gli odierni indagati, destinatari del provvedimento cautelare eseguito stamani. Complessivamente, nell’àmbito dell’attività, sono state sottoposte a sequestro tre pistole a salve.

Attività d’indagine da cui è emerso anche un collegamento (indiretto) con l’arresto effettuato nei giorni scorsi di un 24enne residente a Cison di Valmarino, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Quest’ultimo, hanno appurato i Carabinieri stralciandone la posizione, conosceva infatti il gruppo dei quattro rapinatori.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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