“Quando portarono l’auto del papa a riparare”: nuova gestione per l’Autofficina Ceschin

Si conclude la storia per l’Autofficina Ceschin in via Castella a Rua di Feletto, frazione del Comune di San Pietro di Feletto.

Ma non è un “addio”, soltanto un “arrivederci”, in quanto l’autofficina vedrà una nuova gestione, con il “passaggio di consegne” in programma oggi pomeriggio alle 16, con un brindisi aperto a tutti.

Più avanti è prevista l’inaugurazione vera e propria della nuova gestione.

“Siamo arrivati e ora abbiamo dato l’opportunità di condurre l’autofficina a due ragazzi giovani, provenienti da fuori Comune”, la premessa fatta dal titolare, Dino Ceschin, il quale ha colto l’occasione per ricordare la storia della sua attività di famiglia.

“Tutto è iniziato da papà Umberto (“Berto”), meccanico di formazione e da zio Armando Ceschin, i quali aprirono l’attività nel 1958 in via Roma, a Rua di Feletto: all’epoca avevano rispettivamente 23 e 18 anni – ha raccontato Dino Ceschin, il quale ha voluto ricordare anche l’aiuto dato in quel frangente da Mario Ceschin (“Mario Doro”) – Mio padre proseguì con l’attività, mentre mio zio andò in Germania. Nel ’64-’65 venne costruita l’officina nella sede attuale”.

Umberto Ceschin (in centro) impegnato nella sua officina

Negli anni Settanta si aggiunse poi la costruzione della casa sopra l’officina, quest’ultima ampliata nel 1976, con l’aggiunta di uno spazio posteriore.

“Il sogno di papà era quello di avere un’officina con il distributore di benzina e questo sogno si avverò: il distributore venne aperto il 3 novembre 1982“, ha raccontato.

Umberto Ceschin al lavoro

Un’attività di famiglia che fu una palestra di lavoro per Dino, il quale iniziò ad affiancare il padre all’età di 14 anni, mentre la sorella Gigliola Ceschin arrivò a occuparsi del distributore.

Negli anni si sono aggiunti anche Danila Bellotto (moglie di Dino), nel ruolo di contabile, e Giovanni (“Gianclaudio”) Busetti, marito di Gigliola, nella gestione del distributore di benzina.

“Ho letteralmente imparato il mestiere sul campo e per circa 25 anni siamo stati un’autofficina autorizzata Ford – ha proseguito Dino Ceschin – Dentro qui è passato di tutto, come ad esempio l’auto di papa Giovanni XXIII (papa Roncalli, ndr), che mio padre riparò”.

La vettura di papa Roncalli

Negli anni non sono mancate varie riparazioni, da biciclette e camion, fino alla curiosa richiesta di sistemazione di una dentiera, arrivata da un cliente.

“Nel 1985 ci fu una grande nevicata e ci chiesero l’assistenza a un camion che si trovava a Milano: partimmo da qui alle 5 del mattino e arrivammo alle 9 di sera, per aiutare questo camion in difficoltà – ha continuato – Poi ci siamo occupati anche di riparare l’auto dello sceneggiatore Rodolfo Sonego, che veniva spesso a Santa Maria di Feletto”.

Umberto Ceschin con l’immancabile auto a forma di cappello alpino, usata per raduni e adunate

Una scelta, quella di porre fine all’avventura dell’Autofficina Ceschin nata dall’arrivo della pensione per Dino Ceschin: “Sicuramente mi mancherà il contatto con la gente e il lavoro, considerato che sono letteralmente nato qua – ha spiegato – Credo anche che sia necessario un cambio generazionale per capire bene quella che è l’evoluzione della tecnologia: fino a quando era una questione puramente meccanica, c’era più soddisfazione. Ora è tutto diverso, visto l’arrivo delle macchine elettriche e ibride”.

Non sono mancati negli anni i collaboratori, in particolare Marcello De Pizzol e Ivano (“Ivan”) Miraval, arrivati giovanissimi in officina, dove sono rimasti per oltre 40 anni.

Da sinistra, Ivano (“Ivan”) Miraval, Dino Ceschin e Marcello De Pizzol

“Qui sono passate più persone, alcune delle quali sono poi andate a lavorare in Germania, mentre altre hanno aperto un’autofficina per conto loro: sono stati tutti formati sul campo”, ha spiegato, con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni e a coloro che vogliono fare questa professione.

Nel frattempo, Dino Ceschin ha voluto dare un augurio e alcuni consigli ai nuovi gestori.

“Consiglio loro di essere sempre sinceri con i clienti, perché questo paga e di non aver paura del lavoro, in quanto c’è sempre una soluzione in questo mestiere – ha detto – Auguro loro di realizzarsi e di avere la stessa soddisfazione che ho avuto in tutti questi anni”.

“Un ringraziamento va alla mia famiglia e a mia moglie, ai collaboratori (in particolare a quelli storici), a tutte le aziende con cui abbiamo lavorato, al Comune, enti e fornitori (con i quali c’è un rapporto quasi familiare) e a tutti i clienti, che ci hanno accordato la loro fiducia per tutti questi anni”, ha concluso Dino Ceschin.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin – per gentile concessione di Dino Ceschin)
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