“Quando una cosa non va, bisogna metterci sopra un bel colore”: 60 anni di storia per l’attività Bottega Pitture e decorazioni

Il titolare Bruno Bottega di fronte all'ingresso della sua attività
Il titolare Bruno Bottega di fronte all’ingresso della sua attività

Quella di Bruno Bottega e della sua attività di pitture e decorazioni (in via Cervano a Bagnolo, frazione di San Pietro di Feletto) è una storia attiva da ben sessant’anni.

Una storia che il signor Bruno racconta con lucida ironia, mostrando una forte passione per un lavoro che lo ha accompagnato per la sua esistenza, portandolo a fondare la Bottega Pitture e decorazioni, giunta a questo longevo anniversario.

Nato a Casotto, località del Comune di San Pietro di Feletto, la frazione di Bagnolo è diventata per Bruno Bottega il luogo dove tenere la sua attività collocata per tutti questi anni.

“Prima di mettermi in proprio ho lavorato per 4 anni da apprendista e altri 4 da operaio – la premessa fatta fieramente da Bottega – Poi la decisione di mettermi in proprio”.

Una delle decorazioni realizzate dall’attività

Una scelta giunta dopo aver imparato il mestiere sul campo, in imprese della zona di Conegliano, al fianco anche di artisti, che lo hanno condotto a vivere esperienze professionali, come i lavori di decorazione all’interno di alcune chiese a Roma.

L’esperienza in proprio ha avuto inizio dopo il servizio militare, prima da alpino e poi da artigliere: dopo una parentesi vissuta a L’Aquila, ci fu il trasferimento a Tolmezzo, nell’Udinese.

“Ricordo ancora quando sfilammo il 2 giugno ai Fori Imperiali a Roma: fu una bella avventura e ricordo positivamente il periodo della naja – ha raccontato Bruno Bottega – A gennaio 1965 rientrai a casa e ripresi il mio lavoro: dopo due mesi andai a Bergamo di Sopra, per un lavoro da svolgere all’interno di un seminario e rimasi lì per tre mesi. Successivamente, tornai di nuovo a casa, per avviare il mio lavoro in proprio”.

Numerosi i punti e i luoghi del territorio dove la Bottega Pitture e decorazioni ha portato il proprio lavoro: dalle decorazioni (interne ed esterne) alla chiesa di San Rocco a Conegliano alla chiesa di Santa Lucia di Piave, solo per citarne alcune, senza scordare le numerose ville e case private della zona, come Villa Clementina a Bagnolo, la cantina Le Manzane.

Foto dei lavori al soffitto della chiesa di Santa Lucia di Piave

“Ricordo come sul soffitto della chiesa di Santa Lucia di Piave ci occupammo di fissare oltre 6 mila stelle – ha proseguito il proprio racconto – C’era molta richiesta in fatto di decorazioni, poi i tempi sono cambiati, la gente è interessata per lo più a realizzare cappotti e tamponamenti con cartongesso”.

“Negli anni ci siamo occupati di fare tanti decori a mano. Sono poi cambiate le mode: tra gli anni settanta e novanta, ad esempio, andavano molto il cartongesso e la carta da parati, mentre oggi c’è difficoltà nel reperire gli stessi materiali che un tempo erano diffusi – ha continuato – Ho visto l’evoluzione del mercato della pittura. Per i nostri decori, solitamente parliamo con il cliente per farci un’idea di quello che potrebbe piarcergli”.

Un lavoro, quello di Bruno Bottega, iniziato molto presto: “Non avevo niente. Ero il minore di sei fratelli e mio padre era ‘un ragazzo del ’99’ che, una volta tornato dalla guerra, era sempre malato – ha spiegato – Ricordo che, fin da piccolo, avevo l’abitudine di fare dei disegni sui libri di scuola. Ho iniziato a lavorare a 15 anni: lavoravo fino a tarda sera e non facevo mai festa, solo a Natale e a Pasqua. Nonostante ciò, tanti lavori mi hanno dato soddisfazione”.

“Quando ho iniziato a lavorare per conto mio, inizialmente ero da solo, poi sono arrivati i dipendenti. Da noi sono sempre venuti anche i ragazzi che, nel periodo estivo, andavano in cerca di un lavoretto, prima di tornare a scuola – ha ricordato – Anche i ragazzi della Piccola Comunità sono venuti qui da noi”.

Ancora oggi, nonostante il lavoro continuo di quattro dipendenti, Bruno Bottega all’età di 83 anni continua a essere sempre attivo e presente, controllando quanto svolto, i preventivi e occupandosi del recupero dei materiali.

Un’esperienza per la quale, nel tempo, ha ricevuto diversi riconoscimenti: dal premio nell’ambito del ventennale della Fondazione Ceav (2006) al diploma di benemerenza con medaglia d’oro, nell’ambito del 55esimo concorso “Fedeltà al lavoro e progresso economico”, promosso dalla Camera di Commercio di Treviso (2007).

Fino alla medaglia d’oro nell’ambito del 40esimo premio di Fedeltà a Confartigianato, promosso da Confartigianato di Conegliano (2006), senza scordare il titolo di maestro d’opera e d’esperienza ottenuto nel 2017.

Posso dire che è stato faticoso iniziare ed è faticoso anche smettere – ha ammesso senza nascondere un sorriso – Oltre al lavoro con la mia impresa, mi sono dedicato anche alla pittura vera e propria, dipingendo all’aria aperta e creando tanti quadri: ho organizzato diverse mostre. Per un certo periodo ho anche frequentato delle lezioni, per corrispondenza, dell’Accademia di Milano”.

Anni di lavoro e di esperienza che hanno portato Bruno Bottega a sviluppare una certa forma di saggezza, accanto alla sua costante ironia.

“L’arte più grande è quella di saper vivere la vita, di capire al più presto cosa ci piace fare. La vita è come un grafico, le linee vanno su e giù, e io le ho provate tutte – ha osservato – Quando ci sono delle brutte sorprese basta metterci sopra ‘una mano’ di un bel colore“.

“Personalmente, non sono mai stato fermo e non ho mai fatto la ruggine”, ha concluso ironicamente.

(Autore: Dplay)
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