Marco Travaglio parla di informazione al Festival del Sapere: “L’Intelligenza artificiale non sostituirà la creatività”

Si è tenuto ieri sera, venerdì 27 febbraio, l’attesissimo incontro con il giornalista Marco Travaglio, tra gli eventi della quarta edizione del Festival del Sapere, promosso dal Comune di Sernaglia della Battaglia e dalla Biblioteca “Giocondo Pillonetto”.

Travaglio, giornalista, saggista, autore di molti best-seller e opinionista, fondatore e dal 2015 direttore responsabile de Il Fatto Quotidiano nella sua edizione cartacea, è noto per le inchieste giudiziarie e la cronaca politica, focalizzato sulla lotta alla corruzione e il legame tra mafia e politica.

Il direttore del Festival Ezio Pederiva ha presentato l’ospite come una delle figure più autorevoli del panorama giornalistico italiano contemporaneo ed ha introdotto il tema della serata: “L’articolo 21 della nostra costituzione sancisce il diritto alla libertà di espressione e sancisce altresì che la stampa non può essere sottoposta a censura.”

Il sindaco di Sernaglia Mirco Villanova, nel portare i saluti dell’amministrazione comunale, ha dichiarato: “Abbiamo voluto costruire questo Festival come un luogo aperto, capace di ospitare idee, sensibilità e voci diverse, anche quando sono scomode o controcorrente. Perchè una comunità matura non teme il dibattito, lo crea. Affrontiamo un tema che considero decisivo per la qualità della nostra democrazia”.

“In un tempo di informazione continua e pervasiva, la responsabilità di chi comunica è parte integrante della vita pubblica – ha affermato il primo cittadino – Le parole non sono mai neutre. Possono chiarire oppure confondere. Possono creare fiducia oppure alimentare sospetto. Possono avvicinare oppure dividere. Per questa ragione abbiamo voluto ospitare Marco Travaglio: per riflettere insieme sul diritto di informare e sul dovere di non disinformare. Non come slogan, ma come questione concreta, che riguarda il modo in cui costruiamo il nostro spazio pubblico”.

In un lungo dialogo condotto dal direttore del Festival, Travaglio ha parlato della sua famiglia di origine torinese, dei genitori molto rigorosi che gli hanno dato un’educazione molto seria ee ha raccontato le tappe principali della sua carriera: ha iniziato a dire di voler fare il giornalista quando frequentava le scuole medie, ha cominciato a leggere tantissimo ed ha sempre perseguito quella strada fino a quando, dopo il liceo classico, si è laureato in Storia Contemporanea alla facoltà di Lettere all’Università degli Studi di Torino ed è riuscito ad entrare in un piccolo settimanale.

Era un mondo in cui fare il giornalista era già abbastanza difficile ma mai quanto lo è adesso” ha dichiarato Travaglio. Dopo qualche anno ha ottenuto un appuntamento con Idro Montanelli dal quale ha imparato il mestiere, lasciandogli degli articoli che aveva scritto ed ha così iniziato a lavorare per un giornale nazionale: il Giornale. In seguito ha scritto per La Vocela RepubblicaL’Unità per poi cofondare nel 2009 Il Fatto Quotidiano. Ha parlato anche della collaborazione con un altro grande nome del giornalismo italiano: Enzo Biagi alla trasmissione Il Fatto.

Il giornalista ha spiegato che è umano commettere degli errori in ambito giornalistico, l’importante è come ci si comporta quando si riconosce di aver sbagliato. Non sono mancati i riferimenti a fatti di attualità come il caso Assange, la vicenda Epstein e i segreti del potere. Secondo Travaglio la situazione dell’informazione in Italia è “pessima” rispetto al resto del mondo. Sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale ha dichiarato di “non sapere esattamente come funziona”, ma che l'”IA sostituirà quelli che sono sostituibili, mentre quelli che per creatività di contenuti o di stile sono insostituibili rimarranno tali”. 

Infine ha nominato alcune figure politiche che ha ammirato pur non condividendone il pensiero, e ha concluso rivolgendo un consiglio ai giovani: “Scegliete l’indirizzo e la professione che preferite. È impagabile fare un lavoro e divertirsi”.

(Autore: Antonella Callegaro)
(Foto e video: Antonella Callegaro)
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