È stata inaugurata ieri pomeriggio, sabato 21 febbraio, al Cea-Mep di Fontigo la mostra intitolata “Partir… Zanzotto, Pillonetto, Gobbato e l’emigrazione”.
L’esposizione, ideata ed organizzata dal Centro Educazione Ambientale Museo Media Piave, l’associazione I Luoghi di Zanzotto, le comunità Emigranti di Sernaglia della Battaglia, Falzè di Piave, Fontigo, il comune di Sernaglia e il Fotoclub Sernaglia, è dedicata, infatti, ad un verbo che attraversa la storia del Veneto e contiene dolore, speranza, necessità, coraggio, radici e orizzonti lontani: partire.




Al taglio del nastro è intervenuto il sindaco di Sernaglia della Battaglia, Mirco Villanova: “Questa mostra non è un semplice percorso espositivo. È un atto di responsabilità culturale. È un invito a guardare chi siamo diventati, alla luce di ciò che siamo stati. Perché una comunità che sa custodire la propria memoria è una comunità più forte. E una comunità che riconosce il valore di chi è partito sa affrontare il futuro con maggiore consapevolezza”.
“Era doveroso ricordare il periodo dell’emigrazione che ha segnato in modo profondo la storia Veneta tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento – ha detto la vicesindaco Eleonora Antoniazzi -: Nella mostra si raccontano il coraggio e la speranza di una vita migliore, con storie e immagini degli emigranti del Quartier del Piave”.
Il presidente dell’associazione i Luoghi di Zanzotto Elio Armano ha ribadito che “dobbiamo guardare da dove veniamo”. Hanno preso la parola anche Luisa Cigagna, che ha collaborato alla raccolta di contenuti e immagini e ha spiegato come è strutturata la mostra, lo scrittore Lamberto Pillonetto, che ha scritto nel “secondo Quaderno Zanzottiano” della mostra questa storia di impegno, memoria e solidarietà, ricostruendone le vicende e il valore umano, e il presidente dell’associazione Emigranti Sernaglia Mario Merotto, che ha ricordato che nel 1953 nacque la Comunità degli Emigranti di Sernaglia, una realtà che arrivò a contare oltre 700 iscritti e che si pose tra i primi esempi in Italia.
Erano presenti anche il sindaco di Revine Lago Massimo Magagnin, l’assessore alla Cultura di Pieve di Soligo Eleonora Sech, e molti altri amministratori locali, il presidente dell’Associazione Trevisani nel Mondo Franco Conte, Giovanni Zanzotto (figlio del poeta Andrea), il site manager dell’associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Federico Della Puppa, per il Parco Letterario Petrarca dei Colli Euganei Paolo Gobbi, Silmava Pillonetto (figlia del poeta Giocondo), e Pierangelo e Paola Gobbato (figli di Lino Teofilo Gobbato), i rappresentanti dei vari comprensori scolastici e di varie associazioni tra cui gli Alpini.


Un ringraziamento è andato a Luigi Dorigo che ha realizzato l’impostazione grafica dei pannelli espositivi ed il filmato; hanno contribuito inoltre: Amici del Museo della Grande Guerra di Setteville, MIM Belluno, Museo di Seravella di Cesiomaggiore, Loris Giotto, Gianangelo Breda, Goriziano Merotto, Miro Graziotin, Silmava Pillonetto, Giustino Moro, Loredana Merotto, Tiziano Scarpel, Francesca Da Re, Francesco Favotto e con gli archivi comunali di Sernaglia e Farra di Soligo.
Migliaia di uomini e donne lasciarono campagne e paesi spinti dalla povertà e dalla mancanza di lavoro, costruendo comunità solide e durature lontano da casa. In questa cornice, I Luoghi di Zanzotto ha portato alla luce una vicenda locale di straordinario valore umano: quella degli emigranti di Sernaglia, che si ritrovavano nell’osteria di Giocondo Pillonetto insieme a Teofilo Gobbato e al poeta Andrea Zanzotto. Queste figure importanti hanno lavorato per alleviare la sofferenza e i disagi di chi partiva e di chi restava e offrire sostegno morale: l’esposizione vuole proprio restituire voce, volto e memoria a oltre un secolo di migrazioni.
Accanto a chi partiva, la mostra racconta chi restava: le donne, i figli, gli anziani, custodi silenziosi della quotidianità e della tenuta sociale dei paesi. Lettere, pacchi, risparmi e decisioni prese “a distanza”.


Attraverso interviste a giovani del Quartier del Piave che lavorano all’estero, il progetto mette a confronto anche le migrazioni storiche con le nuove forme di mobilità contemporanea, segnate da tecnologie che accorciano le distanze e ridefiniscono il legame con il luogo d’origine.


Filmati d’epoca, documenti originali, fotografie, lettere e oggetti personali compongono un allestimento dal forte valore storico e didattico, arricchito da laboratori per le scuole, incontri, presentazioni di libri, letture e proiezioni cinematografiche durante tutto il periodo espositivo.
La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile fino al prossimo 21 giugno dal lunedì al venerdì su prenotazione; sabato dalle 15 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30.
(Autore: Antonella Callegaro)
(Foto e video: Antonella Callegaro)
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