La “nuova Giustizia” del ministro Nordio: pienone all’incontro con vista referendum

S’intitola “Una nuova Giustizia” il libro scritto dal ministro trevigiano (alla Giustizia) Carlo Nordio, presentato questa mattina, sabato, a Spresiano, in una sala consiliare gremita in ogni ordine di posto.

Presente, oltre a vari amministratori locali del posto e dei comuni vicini, anche il “padrone di casa”, il sindaco, Marco Della Pietra, che ha introdotto l’incontro e portato i saluti istituzionali al ministro.

Un’opportunità per molto cittadini di ascoltare dalla viva voce dell’autore la sua visione e le prospettive di riforma del sistema giudiziario italiano, a poche settimane ormai dal referendum che, il 22 e 23 marzo prossimi, chiamerà i cittadini a esprimersi proprio su una riforma costituzionale che, in caso si esito positivo della consultazione, andrà a incidere sull’organizzazione della magistratura.

Una riforma della giustizia, quella voluta dal Governo Meloni, che si fonda su tre capisaldi: la separazione della carriere tra giudici e pubblici ministeri, il ricorso al sorteggio, che interviene su un sistema tradizionalmente fondato sul voto e sulla rappresentanza delle correnti nella magistratura e, infine, l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati che sbagliano.

“Oggi il giudice e chi sostiene l’accusa in un procedimento fanno parte della stessa ‘famiglia’ – ha spiegato Nordio a proposito della separazione delle carriere – Il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Questo perché troppo spesso accade che, proprio a causa di questa contiguità tra giudici e Pm, facilitata anche dall’appartenenza alle varie correnti, si creino commistioni e interferenze”.

Da qui, come ha ribadito il ministro della Giustizia, l’obiettivo di “avere un processo più giusto, non certo di subordinare il pubblico ministero all’Esecutivo” (come paventato invece da molti critici e sostenitori del “no”, ndr.).

A proposito dell’introduzione del sorteggio nelle nomine ai vertici della magistratura, Nordio ha sottolineato come oggi, proprio per effetto delle correnti, si creino le cosiddette “nomine a pacchetto“, che tendono a favorire chi ne fa parte escludendo altri altrettanto meritevoli. Con la conseguenza che, spesso, “posti apicali vengono lasciati vacanti, in attesa della ‘nomina giusta’, rallentando così il funzionamento e l’efficienza della giustizia”.

Infine l’introduzione di un’Alta Corte disciplinare. “Io penso sia errato dire, come sento spesso, che il magistrato che sbaglia non paga mai – ha sottolineato Nordio – Anche perché certi errori sono fisiologici nell’amministrazione della giustizia. Ma certi altri invece, inaccettabili, non vengono puniti. Adesso il magistrato che ha sbagliato viene portato davanti alla sezione Disciplinare del Csm e capita spesso che l’incolpato venga giudicato dal collega a cui magari ha dato il voto e che fa parte della stessa corrente. Ritorniamo al discorso delle commistioni che, con questa riforma, vogliamo spezzare”.

Il risultato di ciò, secondo il ministro, sarebbe una “giustizia domestica“, che non penalizza davvero chi sbaglia a livello di carriera. Come invece, sostiene, avverrà con la riforma proposta e con la creazione di un’Alta Corte, composta per tre quinti da magistrati di comprovata esperienza (oltre 20 anni di servizio) mediante sorteggio.

Poi una nota conclusa ma significativa: “La nuova giustizia citata nel titolo del libro non è altro che la piena attuazione della riforma del processo accusatorio voluta da Giuliano Vassalli, socialista ed eroe della Resistenza, ma rimasta incompiuta a causa dell’instabilità dei governi dell’epoca – la chiosa di Nordio – In tutti i paesi democratici le carriere dei magistrati sono separate“.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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