“Cavatori e scalpellini a Nogarolo”, inaugurato il nuovo murale del paese

Il nuovo murale di Nogarolo

Un bosco sullo sfondo, un carro trainato da cavalli e uomini intenti alla lavorazione della pietra: è questo lo scenario di “Cavatori e scalpellini a Nogarolo”, il nuovo murale inaugurato che rientra nel patrimonio che caratterizza il Comune di Tarzo.

Tarzo, infatti, viene identificato come il “paese dei murales”, considerati i vari affreschi (realizzati da artisti vari tra il 2008 e il 2016) che si susseguono tra le frazioni di Fratta e Colmaggiore, visibili sulle facciate e pareti esterne delle varie abitazioni.

Una via dei Murales che immortala scene di vita famigliare e comunitaria, le tappe dell’emigrazione locale verso Brasile, Argentina e Nord Europa, ma anche pratiche di economia domestica (come l’impiego del baco da seta) e antiche leggende del posto (si pensi ad esempio a “el mazarol”, il folletto del bosco).

Ecco, quindi, che il murale diventa uno strumento di narrazione della storia di un territorio e il nuovo affresco rappresenta quindi un nuovo e prezioso tassello in tal senso.

L’opera, inaugurata lo scorso sabato, è stata realizzata da Gabriele Cattarin (con il sostegno di Banca Prealpi SanBiagio) e racconta l’attività di scalpellini e cavatori, altri lavori simbolo del territorio.

Il murale è visibile sulla facciata di un’abitazione all’ingresso di Nogarolo (se si arriva dal centro di Tarzo), un’area suggestiva del Comune che, così facendo, ora ospita un’altra testimonianza del passato locale.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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