Studi sulle proiezioni climatiche al 2100, nuove criticità idriche. Antiga: “Servono risposte oggettive per il territorio”

Il territorio trevigiano guarda al futuro partendo dai dati. È stato presentato ieri martedì, nell’Auditorium di Banca Prealpi SanBiagio a Tarzo, lo studio “Analisi degli scenari climatici futuri a scala locale nel Trevigiano”, promosso dall’Ufficio Agricoltura dell’istituto di credito cooperativo e dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG.

https://youtu.be/E_4-QL_OveY

Il lavoro offre una lettura scientifica dell’evoluzione climatica nell’area trevigiana e nelle Colline del Prosecco, con l’obiettivo di fornire a amministrazioni, imprese agricole e comunità locali strumenti concreti per pianificare strategie di adattamento efficaci.

Lo studio, avviato nel 2022, ha tradotto i modelli climatici globali in proiezioni locali ad alta affidabilità grazie a tecniche avanzate di downscaling statistico applicate ai dati raccolti da 24 stazioni meteorologiche tra il 1991 e il 2020, con il contributo scientifico di ARPAV, Condifesa TV-BL-VI, del Consorzio Dafne dell’Università di Padova e dell’Università di Cantabria.

“Il tema dei cambiamenti climatici è molto dibattuto, ma abbiamo voluto affrontarlo con un criterio rigorosamente scientifico. Non ci interessano le opinioni: ci interessa fornire risposte oggettive. Grazie alla collaborazione con l’Università di Cantabria, con il Consorzio di Tutela e con ARPAV, e attraverso l’incrocio di modelli matematici e dati raccolti sul territorio, siamo riusciti a offrire chiavi di lettura utili per dare al territorio risposte concrete per i prossimi anni”, spiega Carlo Antiga.

Negli ultimi trent’anni il Trevigiano ha registrato un aumento medio delle temperature di circa 0,5°C per decennio, pari a +1,5°C complessivi rispetto ai primi anni Novanta. L’incremento ha interessato sia le temperature massime sia quelle minime ed è stato accompagnato da una progressiva riduzione dell’umidità relativa, segnale di un’atmosfera mediamente più secca.

Le proiezioni per le prossime decadi (2021-2050 e 2041-2070) indicano un ulteriore aumento delle temperature estive. Guardando alla fine del secolo (2071-2100), nello scenario intermedio l’incremento medio potrebbe attestarsi attorno a +1°C, mentre nello scenario ad alte emissioni le temperature massime potrebbero superare i +4°C rispetto ai valori attuali.

Anche il regime delle precipitazioni potrebbe subire variazioni rilevanti: nello scenario più critico le piogge annue potrebbero ridursi fino al 12-13%, con cali più marcati nei mesi estivi e una maggiore probabilità di eventi intensi concentrati in periodi brevi. La gestione dell’acqua si conferma quindi una delle questioni strategiche per il territorio.

“Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti, ma servono risposte adeguate e calibrate sulle caratteristiche del nostro territorio. Questo studio fornisce strumenti operativi: conoscere il problema significa poter intervenire in azienda, nella pianificazione pubblica, nella gestione delle infrastrutture. Anche il singolo cittadino può adottare accorgimenti che, nel momento in cui si verifica un evento estremo, contribuiscono a ridurre in modo significativo gli effetti negativi. Questo è l’obiettivo principale sul piano pubblico”, sottolinea Antiga.

In un’area dove la viticoltura rappresenta un elemento identitario ed economico centrale, i cambiamenti climatici pongono sfide specifiche. L’aumento delle “notti tropicali”, con temperature minime superiori ai 20°C, potrebbe incidere sui processi fisiologici della vite e sugli equilibri tra zuccheri, acidità e profilo aromatico delle uve.

“Per quanto riguarda l’aspetto tecnico e il mondo vitivinicolo, abbiamo voluto fornire indicazioni precise. È evidente che l’evoluzione climatica sul lunghissimo periodo resta in parte imprevedibile, ma nei prossimi anni possiamo individuare prassi agronomiche capaci di ottimizzare gli investimenti e migliorare i risultati. L’obiettivo è mantenere un territorio sano, idrogeologicamente più resiliente, capace di assorbire eventi estremi che negli ultimi anni hanno colpito aziende e centri abitati”, conclude Antiga.

A illustrare l’impostazione scientifica del progetto è stato anche il coordinatore Riccardo Soldan. “Ho coordinato un progetto articolato su due componenti: una parte climatica, con l’obiettivo di generare proiezioni giornaliere di temperatura e precipitazione fino alla fine del secolo, utili per comprendere come potrà evolvere il clima nel Trevigiano; e una parte applicativa, finalizzata a utilizzare queste informazioni per sviluppare strategie di adattamento nel settore viticolo, poi elaborate dal Consorzio. È stata una collaborazione tra esperti climatici e il Consorzio per produrre evidenze scientifiche e tradurle in indicazioni operative. Il lavoro è stato finanziato da Banca Prealpi SanBiagio e dal Consorzio stesso”.

“I dati che abbiamo generato sono pubblicamente disponibili e sono stati raccolti anche in due volumi consultabili online” aggiunge Soldan.

Lo studio si propone così come base conoscitiva per integrare gli scenari climatici nelle decisioni pubbliche e private, orientare le priorità di intervento e rafforzare la capacità di adattamento del territorio di fronte a un cambiamento ormai strutturale.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts