Vandalizzato il capitello simbolo di via Cornarotta: “Non ci sono parole”

Rumore di scooter, voci e schiamazzi nella notte. Poi, stamattina, l’amara sorpresa. Il capitello votivo di via Cornarotta, a Trevignano, è stato vandalizzato.

Grave episodio tra le 2 e le 3 della scorsa notte in paese. Un gesto, probabilmente compiuto da alcuni giovani incivili, che non crea solo un danno materiale, ma ferisce anche la memoria di un luogo simbolo.

Fiori strappati dai vasi, terra dappertutto e un vaso di marmo divelto e gettato nel fosso. Questo il bilancio del raid vandalico di stanotte. A sentire il trambusto un residente della zona, che però, pensando a qualche innocente scorribanda notturna di un gruppo di ragazzi, non è uscito a vedere e si è rimesso a dormire.

Stamattina, al risveglio, l’amara constatazione: la scorribanda c’era stata, ma tutt’altro che innocente! Colpendo proprio il capitello di via Cornarotta, lo stesso restaurato di recente per le celebrazioni, svoltesi il 1° maggio, degli 80 anni dall’episodio che portò alla sua edificazione.

Quando – era il 30 aprile del 1945 – monsignor Floriano Mazzarolo, parroco di Trevignano, salvò gli ostaggi rastrellati dai tedeschi in ritirata, già pronti per essere uccisi nel punto dove poi sorgerà il capitello. L’eroismo del sacerdote, che si mise davanti al plotone d’esecuzione chiedendo di sparare a lui per primo, impedì che lì si consumasse l’ennesima strage.

Un gesto senza il quale, alcuni degli attuali custodi del capitello probabilmente non sarebbero mai nati. E di cui sicuramente, gli autori del raid vandalico di stanotte, ignorano la portata e il valore simbolico.

“Non ci sono parole – il commento dell’assessore Alessandro Sorio – Da poco erano state fatte le celebrazioni per gli 80 anni dall’eroico gesto di Mons. Mazzarolo, con un intervento in sinergia tra Comune e gruppo di cittadini di sistemazione del capitello e rifacimento delle lapidi. Stamattina troviamo questo disastro. Spero che gli autori di questo gesto incivile siano presto individuati e possano rendersi conto del danno, soprattutto non materiale fatto alla comunità”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per concessione di Paolo Schiavon)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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