Un “progetto di comunità” che metta in rete Forze dell’Ordine, Ulss 2, enti di formazione e del terzo settore, servizi sociali, il mondo della scuola e le famiglie, per intervenire in casi che possano sfociare in episodi di bullismo se non, addirittura, in criminalità giovanile.
Questa la progettualità discussa oggi in Prefettura a Treviso, tra il prefetto Angelo Sidoti, il presidente della Provincia Stefano Marcon, il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, la presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana Paola Roma, vertici provinciali dell’Ufficio scolastico e delle Forze dell’Ordine.
Un’iniziativa che prende il nome di “118 Educativo – Task Force Educativa”, che ha l’obiettivo di “intercettare le nuove forme di marginalità e di povertà educative, connesse a forme di devianza e di criminalità, che coinvolgono ragazzi sempre più giovani”. E, allo stesso tempo, agire contro il rischio della dispersione scolastica, così da accompagnare i ragazzi verso il conseguimento del diploma.
Un progetto, pertanto, che andrà a mettere in rete diverse realtà del territorio, allo scopo di cercare di risolvere un problema sempre più presente.
Si parte, quindi, dalla città di Treviso e, in caso di esito positivo di quello che è, a tutti gli effetti, un progetto sperimentale, l’iniziativa potrà essere estesa a tutta la provincia.
“Abbiamo voluto avviare un progetto educativo, per minori a rischio di devianza e di marginalità – ha affermato Sidoti -. L’Ulss 2 ha predisposto un progetto, che presentiamo oggi, e prevede di far rete tra tutte le istituzioni, enti del terzo settore e il mondo della magistratura minorile, per mettere insieme le conoscenze e avviare un’iniziativa educativa“.
“Siamo partiti dal concetto che la devianza non è una condizione irreversibile. Sarà però importante mettere in campo un approccio personalizzato – ha dichiarato Benazzi, specificando che verranno coinvolti degli educatori e uno psicologo -. Il progetto riguarderà i ragazzi della fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni, che hanno fragilità. Sarà sottoscritto un patto educativo con il minore e le famiglie, che devono essere coprotagoniste”.
Si inizierà il 1° settembre e i ragazzi in questione saranno coinvolti in attività di volontariato, sportive e riguardanti enti del terzo settore. “L’obiettivo primario è quello del recupero delle persone, con comportamenti che siano consoni con il vivere civile. Andremo a intercettare le situazioni già al limite, tramite le Forze dell’Ordine: sarà un progetto di forte prevenzione – ha aggiunto Benazzi, chiarendo che sarà inoltre a disposizione un agente delle Forze dell’Ordine di riferimento -. In questo modo c’è una comunità che si attiva: è importante aiutare il minore a fare un progetto individuale di vita”.
Gli enti si accorderanno con la famiglia, mentre con un’équipe educativa sarà concordato il percorso da seguire. “Le attività fatte in prevenzione possono essere fondamentali e vengono coinvolte anche le famiglie da un interlocutore di un certo tipo” le parole di Paola Roma.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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