Casa della carità, dove la solidarietà ha il volto di oltre 100 volontari

La Caritas Tarvisina rappresenta da anni un punto di riferimento essenziale per chi vive situazioni di marginalità: non solo un luogo dove trovare un pasto caldo o un letto per la notte, ma un organismo capace di attivare percorsi di accompagnamento e responsabilità condivisa, coinvolgendo comunità, istituzioni e volontari.

Caritas è un organismo della Chiesa diocesana che dovrebbe sensibilizzare le comunità cristiane e la comunità civile al prendersi cura di chi è meno fortunato, più fragile o emarginato, trasformando la solidarietà in azioni concrete”, ricorda don Bruno Baratto, direttore della Caritas diocesana di Treviso.

Alla Casa della Carità, situata in via Venier, ogni giorno vengono offerte cene – oltre 21.300 nel solo 2024 –, docce, lavanderia e accoglienza notturna. I posti letto sono 18 per gli uomini e 6 per le donne, sempre occupati, con lunghe liste d’attesa. “La mensa è aperta tutte le sere dell’anno, tranne la vigilia di Natale, quando ci trasferiamo in seminario”, spiega don Bruno. Qui trovano riparo persone senza dimora, italiani in difficoltà, stranieri di recente arrivo o chi, dopo la crisi economica, non riesce più ad arrivare a fine mese.

Il Centro di Ascolto ha seguito 513 persone nel 2024, offrendo 1.903 colloqui e orientamenti. Tra i bisogni più frequenti ci sono le spese per documenti (268 richieste), i problemi sanitari come farmaci e ticket (131) e le emergenze abitative (640).

Accanto ai servizi primari, Caritas lavora per dare voce e protagonismo agli ospiti stessi. Il progetto “Emmaus”, finanziato con fondi 8xmille, ha visto ad esempio persone senza dimora diventare animatori di laboratori artistici e partecipare a visite culturali a Venezia e Bassano del Grappa.

Giovani e doposcuola

Uno dei fronti più vivi è quello dei giovani: nel 2024 la Caritas ha coinvolto 2.660 studenti in percorsi formativi nelle scuole, con incontri dedicati a pace, corresponsabilità e inclusione. Parallelamente ha sostenuto 19 doposcuola parrocchiali, attivi per oltre 450 bambini e ragazzi grazie al lavoro di 116 volontari e di giovani studenti impegnati nei percorsi PCTO.

La Casa Jawo, all’interno della Casa della Carità, è diventata spazio di incontro e inclusione: serate interculturali, laboratori e momenti di testimonianza hanno unito giovani locali e migranti. “Molti studenti arrivano con la convinzione di non farcela, di essere “casi persi” – sottolinea la vice direttrice Paola Pasqualini –, ma attraverso un percorso personalizzato riescono a superare blocchi e paure”.

Giustizia e carcere

Forte l’impegno anche in àmbito penitenziario: nel 2024 sono stati distribuiti 818 pacchi di indumenti e spesi 15 mila euro per beni primari a favore dei detenuti della Casa Circondariale e dell’Istituto Penale Minorile di Treviso. Alcuni detenuti hanno partecipato a laboratori e progetti di volontariato alla Casa della Carità o al progetto di accoglienza “Il Sicomoro”, che ha ospitato 4 persone in misura alternativa alla detenzione.

Emergenze e cooperazione internazionale

La Fondazione Caritas Treviso ha sostenuto progetti in Mali, Togo, Serbia e Camerun: borse di studio, pozzi per l’acqua potabile, aule informatiche, centri di accoglienza per bambini di strada. Sono stati inoltre raccolti 114.299 euro destinati a Caritas Italiana per emergenze globali, dal terremoto in Turchia e Siria al conflitto in Terra Santa.

Volontariato e trasparenza

Il cuore pulsante della Caritas resta il volontariato: 110 persone nel 2024 hanno garantito ogni giorno il funzionamento della Casa della Carità, dalle cucine alla lavanderia, fino all’accoglienza. A loro si aggiungono oltre 2 mila donatori tra privati, parrocchie, associazioni e aziende, che hanno permesso di raccogliere più di 500 mila euro in erogazioni liberali.

“Ho lavorato 43 anni in una fabbrica di calzature – spiega Antonio, uno dei tanti volontari di Caritas -. Il lavoro mi ha assorbito completamente. Quando ho avuto finalmente del tempo, ho deciso di dedicarlo agli altri. Non so perché ho scelto la Caritas, ho chiamato e sono venuto qui. Mi sono sentito accolto e parte di un gruppo, e questo scambio è il motore che mi spinge a tornare ogni settimana con cuore leggero. Non si tratta di fare grandi cose, ma di dare qualcosa di sé, con semplicità”.

Il Bilancio Sociale 2024, primo nella storia della Fondazione, certifica entrate per 1.335.821 euro (+40,8% rispetto al 2023) e costi per 1.319.303 euro, con un avanzo di gestione di 393 euro. Le principali entrate derivano da contributi privati (918.007 euro), seguiti dalle erogazioni liberali (405.269 euro) e dal 5×1000 (7.748 euro).

Un impegno credibile

Don Bruno Baratto ribadisce che “Quello che conta è che ognuno si senta responsabile di chi ha vicino”. E aggiunge: “Prendersi cura, molte volte, è un modo per arricchirsi personalmente”.

Un impegno che si estende anche alle emergenze internazionali: dall’Ucraina al Sudan, dalla Palestina alla Turchia, Caritas di Treviso opera in rete con Caritas Italiana, garantendo sostegno concreto e rendicontazione trasparente.

Il presidente monsignor Mauro Motterlini sottolinea che il Bilancio sociale “è un atto di trasparenza verso la comunità ecclesiale e civile, uno strumento per conoscere e riconoscere ciò che ogni giorno si compie a favore dei più fragili”.

La Caritas di Treviso resta così un attore credibile, capace di unire servizi concreti, attenzione alle persone e trasparenza nell’uso delle risorse. Una rete che non si limita a dare risposte immediate, ma costruisce percorsi di dignità e speranza, coinvolgendo tutti in un bene comune che non ha confini.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts