Emergenza freddo, l’ipotesi del capannone riscaldato a Monigo: martedì incontro in Prefettura

La Prefettura di Treviso

A seguito della proposta formale inviata martedì scorso alla Prefettura di Treviso dalle associazioni del territorio per fronteggiare l’emergenza freddo e la grave carenza di posti letto per le persone senza dimora, le associazioni sono state convocate in Prefettura per un incontro che si terrà martedì 13 gennaio alle 11.30, proprio nella sede della Prefettura.

La proposta, trasmessa dal Coordinamento delle associazioni di volontariato operanti sul territorio (Auser Treviso, Auser Cittadini del Mondo ODV, Momi Associazione Monigo Migranti ODV, Gente per Gente – Gruppo di Cittadini, i Care Veneto ODV, ODV Caminantes, A.MI.B Triveneto APS, Passa Mani APS), nasce dalla constatazione che le strutture di accoglienza attualmente attive non sono sufficienti a rispondere al fabbisogno crescente, aggravato dalle temperature rigide di queste settimane.

Nel documento inviato il 6 gennaio, le associazioni hanno anche formalizzato una proposta concreta di accoglienza emergenziale, costruita a partire dalla disponibilità manifestata dalla Parrocchia di Santa Elena Imperatrice di Monigo, che ha messo a disposizione un capannone riscaldato idoneo ad accogliere fino a 40 posti letto.

La struttura potrebbe essere attivata nei prossimi giorni e restare operativa fino al termine del mese di gennaio, con possibilità di proroga in base all’andamento delle condizioni climatiche. Le associazioni firmatarie si sono dichiarate disponibili a contribuire alla copertura delle spese vive, in particolare quelle legate alle utenze, e a supportare un servizio di accoglienza serale e mattutina, inclusa la somministrazione della colazione mattutina.

Per rendere operativa la proposta in tempi rapidi, le associazioni hanno chiesto l’intervento delle istituzioni competenti per: l’allestimento dei posti letto; la fornitura di servizi igienici (almeno 4-5 servizi igienici chimici portatili); la sorveglianza notturna, con il coinvolgimento della Protezione Civile o di altro ente competente; il coinvolgimento dell’ULSS per gli aspetti di prevenzione sanitaria e igienico-sanitaria.

La proposta nasce proprio dalla consapevolezza che l’accoglienza straordinaria attivata all’Oratorio della Parrocchia di San Martino dal 1° gennaio e coordinata dalla Comunità di Sant’Egidio di Treviso, dopo una proroga dell’apertura del dormitorio (con 20 posti letto disponibili) ottenuta oggi, scadrà il 16 gennaio, e che i dormitori attualmente attivi non riescono ad ospitare tutti i senza dimora attualmente presenti in città. Per questo motivo, le associazioni del territorio hanno lavorato in maniera congiunta anche durante le festività natalizie, confrontandosi e mettendo in comune risorse, competenze e relazioni, con l’obiettivo di individuare nuove soluzioni di accoglienza in grado di garantire continuità e protezione alle persone senza dimora nelle settimane più fredde dell’inverno.

La convocazione in Prefettura rappresenta per le associazioni un passaggio fondamentale verso un coordinamento tecnico-operativo, necessario per mettere a sistema le disponibilità emerse e definire modalità condivise di intervento, con l’obiettivo di garantire protezione, dignità e sicurezza alle persone costrette a dormire all’aperto.

Il commento delle associazioni

“In vista dell’incontro convocato in Prefettura per martedì 13 gennaio, come associazioni desideriamo ribadire che in queste settimane ci siamo attivate con continuità per fronteggiare l’emergenza freddo, lavorando insieme anche durante le festività natalizie per individuare nuovi spazi e reperire risorse economiche utili a garantire un’accoglienza alle persone senza dimora. Abbiamo costruito una proposta concreta, frutto di un lavoro condiviso e della disponibilità messa a disposizione sul territorio. Tuttavia, riteniamo necessario essere chiari fin da ora: il volontariato non può farsi carico da solo della gestione di un’accoglienza emergenziale di questa portata. Per rendere operative e sicure le soluzioni individuate è indispensabile un intervento pubblico, o quantomeno il supporto strutturato della Protezione Civile, in particolare per gli aspetti logistici, la sorveglianza notturna e le condizioni di sicurezza. L’incontro del 13 gennaio rappresenta per noi un passaggio decisivo per definire un coordinamento efficace tra istituzioni e terzo settore. Solo attraverso una responsabilità condivisa sarà possibile garantire risposte tempestive, dignitose e adeguate a un’emergenza che riguarda la vita delle persone”.

Le associazioni ricordano infine che è ancora attiva la raccolta di donazioni a sostegno delle iniziative di accoglienza emergenziale attivate sul territorio. I contributi raccolti serviranno a coprire le spese vive, in particolare quelle legate al riscaldamento degli spazi messi a disposizione e ai costi organizzativi necessari per garantire un riparo sicuro nelle notti più fredde.

(Autore: Alessandro Lanza)
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