Dal palco dell’auditorium del Collegio vescovile Pio X, 16 studenti del triennio delle superiori hanno raccontato ai coetanei, anche attraverso foto e videointerviste, la loro esperienza di “stage” nel reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’ospedale San Camillo.
Sono giovani che pensano di studiare Medicina all’Università e che hanno scelto, dunque, per il loro percorso di orientamento per le competenze trasversali (Pcto), di cogliere l’opportunità di trascorrere ottanta ore “in corsia”. Ai ragazzi, e a tutto il personale del San Camillo che li ha supportati, è arrivato il ringraziamento del rettore del Collegio, monsignor Lucio Bonomo, e del primario del reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa, dottor Andrea Beltramin, per il lavoro svolto con attenzione e cura nei confronti di persone ricoverate, che affrontano lunghi periodi di riabilitazione.
I giovani, infatti, durante tutto l’anno scolastico, divisi in cinque gruppi, hanno organizzato delle attività pomeridiane allo scopo di portare sollievo e aiutare i pazienti della Medicina Fisica e Riabilitativa.
“Si tratta – ha spiegato la professoressa Cristina Scardanzan, responsabile dell’Orientamento nelle classi degli Istituti superiori del Collegio – del progetto di «service learning» Sostegno empatico, nato grazie all’importante collaborazione tra la scuola e l’ospedale San Camilllo, iniziata nel 2023, durante il quale i ragazzi imparano mettendosi al servizio del personale sanitario e delle persone malate e in fase di riabilitazione”.
In concreto, questi ragazzi hanno dedicato, per tutto l’anno, un pomeriggio a settimana al loro servizio, vivendo a stretto contatto con le persone ricoverate e aiutandole a superare le tante difficoltà fisiche e psicologiche del percorso riabilitativo.
Affiancati dal personale sanitario e da volontari adulti, gli studenti hanno organizzato cinque diversi laboratori, uno per ogni giorno della settimana, dal lunedì al venerdì. Con la Medicina narrativa hanno letto e condiviso libri e racconti, stimolando il dialogo e la memoria, con i lavori manuali in legno, con la pittura e con altre attività, come la lavorazione del midollino, una specie di vimini, per creare cestini e sottopentole, hanno stimolato le abilità fisiche dei pazienti, attraverso la Musicoterapia e la Ludoterapia, hanno condiviso momenti di svago e spensieratezza, cantando e suonando assieme vecchie e nuove canzoni e mantenendo viva la concentrazione grazie a giochi come quelli delle carte o del Memory.
Per i giovani è stata un’esperienza complessa, che li ha messi alla prova sotto diversi punti di vista, e li ha portati ad affrontare la sofferenza e il dolore degli altri, ma non si sono tirati indietro, anzi, hanno colto la sfida creando relazioni importanti e durature, che con alcuni pazienti si sono mantenute anche fuori dall’ospedale. Da loro, inoltre, è arrivato l’appello agli altri studenti a non perdere la possibilità di un’opportunità formativa così importante.
Durante la mattinata sono intervenuti anche alcuni dei pazienti che hanno partecipato ai laboratori e che hanno sottolineato l’importanza del progetto, che li ha aiutati a sentirsi meno soli e ha portato conforto e leggerezza nelle loro giornate, a volte molto difficili.
Alla fine del racconto, il dottor Beltramin ha riconosciuto lo straordinario lavoro dei ragazzi e ha voluto consegnare a ognuno di loro un piccolo ricordo dell’esperienza: un segnalibro realizzato dai pazienti del reparto. Il riconoscimento della validità del percorso è arrivato anche con la conferma del rinnovo della convenzione tra il Collegio Pio X e il San Camillo per il prossimo anno scolastico.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Collegio Pio X)
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