Il Canova “vola” nel futuro: il robot Rapido rivoluziona l’assistenza ai passeggeri

Questa mattina l’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso ha svelato un’importante anteprima tecnologica che promette di cambiare il volto dell’assistenza aeroportuale europea. All’interno della sala partenze, tra lo stupore dei passeggeri in transito, è stato presentato ufficialmente il prototipo di RAPIDO, il Robot per l’Assistenza ai Passeggeri con Ridotta Mobilità. Si tratta di un veicolo elettrico a guida autonoma avanzato, frutto di una sinergia internazionale finanziata dal Programma INTERREG VI-A Italia-Austria 2021/2027.

L’apertura dei lavori è stata affidata a Federico Scanferlini, direttore dello scalo trevigiano per il Gruppo SAVE, il quale ha inquadrato l’iniziativa all’interno di un contesto operativo imponente. Con un volume di traffico che nel 2025 ha superato i 3 milioni di passeggeri, il Canova ha gestito oltre 15 mila assistenze PRM, un numero in costante crescita che richiede soluzioni sempre più efficienti. “L’aeroporto di Treviso è orgoglioso di aver dato luogo a questo progetto europeo che si rivolge alla nostra utenza cercando di raggiungere un obiettivo molto importante, ovvero l’autonomia per le persone che hanno ridotta mobilità” ha dichiarato Scanferlini, precisando che il sistema punta a servire inizialmente circa il 25% di queste richieste, migliorando al contempo l’organizzazione interna del lavoro.



Il progetto poggia su solide basi economiche e gestionali, coordinate da Euroservice. Ludovica Toso, che ha curato il coordinamento dei lavori e la gestione dei finanziamenti, ha illustrato la struttura finanziaria che ha permesso la nascita del prototipo. Con un budget di 834.127,90 euro, RAPIDO ha beneficiato di un sostegno finanziario significativo dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) di 581.188,28 euro ed 86.114,04 euro di contributi nazionali. Si tratta di un’iniziativa che non solo rispetta, ma anticipa gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’UE, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di infrastrutture resilienti e sostenibili, definiti dagli Obiettivi 9 e 11.

Dal punto di vista tecnico, il mezzo rappresenta lo stato dell’arte della micro-mobilità applicata alla disabilità e non solo. Enrico Boaretto, CEO & Co-Founder di Klaxon Mobility, ha spiegato come il veicolo sfrutti 6 telecamere e sensori LiDAR per mappare l’ambiente circostante: «L’oggetto si muove in un ambiente pre mappato, il che significa che in autonomia e in pochi minuti è in grado di mappare completamente lo spazio in cui deve muoversi e scegliere i percorsi ottimali».

Boaretto ha poi evidenziato che, sebbene oggi il prototipo sia stato mostrato a velocità ridotta per ragioni sperimentali, la tecnologia è pronta per cambiare la vita quotidiana: «Quello che vediamo oggi è un veicolo che ripercorre le tendenze tecnologiche attuali; sebbene non sia nato specificamente per le carrozzine, la stessa tecnologia verrà declinata in futuro su piattaforme mobili dedicate anche a quel tipo di utenza».

A curare l’architettura digitale e l’integrazione con i sistemi aeroportuali è stata Intercom Solutions, che ha curato l’integrazione con i sistemi dell’aeroporto. L’amministratore Alberto Di Noia ha spiegato la complessità del far dialogare il robot con i dati dei voli: «Il nostro fine era riconoscere l’utente all’ingresso e attivare la missione interfacciandoci con i sistemi aeroportuali per identificare il gate e i tempi di imbarco. La sfida è stata applicare la “security by design”: garantire la cyber security e la sicurezza fisica dei passeggeri che circolano nel terminal. È la prima volta che riusciamo a portare il mondo digitale nel mondo reale in un contesto così sfidante».

L’iniziativa ha già raccolto il forte interesse di stakeholder locali come l’Ulss 2 e il Comune di Treviso, che vedono in RAPIDO un modello esportabile in ospedali, hotel e grandi spazi pubblici. Con la validazione tecnica prevista per marzo e la conclusione del progetto ad aprile 2026, AER TRE si conferma dunque attenta ai cambiamenti e al contempo capace di anticipare gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Unione Europea verso infrastrutture sempre più inclusive e sostenibili.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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