Da un lato le chiusure di alcuni negozi storici che inevitabilmente colpiscono l’occhio e fanno parlare, dall’altro i numeri forniti a Qdpnews.it dall’assessore alla città produttiva di Treviso Rosanna Vettoretti, che parla di Treviso come di “una città viva e attrattiva per il commercio, nonostante sia innegabile che non sia un periodo facile”, con il capoluogo della Marca che sembra comunque cavarsela meglio rispetto ad altre città della stessa provincia, ma anche dell’intera regione Veneto.
I dati forniti e aggiornati al 2024 parlano di un record importante per la città, con le attività insediate che hanno raggiunto quota 6.939 unità, il valore più alto dell’ultimo decennio. Rispetto al 2023, l’incremento è stato del 6,72%.
“È vero che anche a Treviso, come altrove, subiamo l’impatto degli acquisti online e della riduzione del potere d’acquisto delle famiglie – sottolinea Rosanna Vettoretti – ma sono i dati a dirci che, tutto sommato, il commercio tiene. Certo, è cambiata la tipologia dell’offerta: vediamo più attività dedicate alla cura della persona, ai servizi legati al mondo animale e, parallelamente, l’arrivo di grandi marchi che scelgono Treviso come sede. Tutto questo dimostra che la città resta attrattiva, complice anche l’aumento del turismo che porta nuovi clienti oltre ai residenti”.
Il commercio, per Treviso, non è soltanto economia ma anche identità e qualità della vita: “Io voglio ribadire – aggiunge l’assessore – che se Treviso tiene è anche grazie alla professionalità e alla passione dei nostri commercianti e alla sinergia delle nostre amministrazioni con le associazioni di categoria come Ascom Confcommercio Treviso e Confesercenti Treviso. Sono loro a dare valore alla città: professionisti capaci, che con impegno e dedizione contribuiscono non solo alle vendite ma alla vitalità sociale delle nostre vie”.
In crescita il numero delle strutture extra-alberghiere, il numero dei barbieri, parrucchieri ed estetiste che dimostra come nel capoluogo della Marca stia cambiando il tipo di offerta anche con l’aumento delle attività commerciali di vendita dei prodotti di cura alla persona.
Da parte dell’amministrazione, il sostegno non manca: l’assessore ricorda l’impegno portato avanti in questi anni insieme alle associazioni di categoria e i progetti per valorizzare i mercati cittadini. “Con il nuovo regolamento – spiega – abbiamo voluto dare un brand diverso a Treviso, puntando sulla qualità dei prodotti e sul decoro. I due mercati principali, ma anche quelli rionali, portano un grande afflusso di persone e generano ricadute positive per tutta la rete commerciale. È una grande sfida, perché il commercio non è solo vendita: è anche un presidio sociale”.
Un presidio che, nei quartieri, si traduce nei negozi di vicinato (calati di dodici unità nell’ultimo anno) realtà che secondo l’amministrazione hanno un ruolo insostituibile. “Il negozio sotto casa – ricorda Vettoretti – non è solo un’attività economica. È un punto di riferimento per la comunità, contribuisce alla sicurezza del quartiere e diventa luogo di socialità, di relazione, persino delle nostre tradizionali “ciacole”, che sono parte dell’identità veneta. Per questo ci stiamo impegnando a 360 gradi per sostenere il commercio: vogliamo che resista, ma soprattutto che sappia rinnovarsi e adeguarsi ai cambiamenti della società”.
Il report presenta comunque alcune tendenze contrastanti: se da un lato si registra una leggera diminuzione del commercio fisso tradizionale, è in calo anche il numero di licenze per la vendita online che passano dalle 364 del 2023 al 334 dello scorso anno.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Qdpnews.it)
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