Violenza in città, aumentati i controlli. Conte: “Il Daspo non serve, ci vuole la galera”

Dopo le recenti violenze in centro a Treviso, furti e disagio giovanile aumenteranno i controlli in città. È quanto deciso questa mattina durante il consueto tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato appunto “per affrontare con decisione l’ondata di episodi di violenza giovanile registrati nelle ultime settimane”. Al tavolo erano presenti il sindaco di Treviso Mario Conte, il Questore Alessandra Simone, i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza Massimo Ribaudo e Daniele La Gioia e il comandante della Polizia locale di Treviso Patrick Antonello.

Durante la seduta è stata condotta un’approfondita e articolata analisi della situazione dell’ordine pubblico, con particolare attenzione alle zone della città più frequentate dai giovani e considerate oggi più sensibili sotto il profilo della sicurezza. L’obiettivo: definire un piano di prevenzione rafforzato e coordinato.

All’esito della discussione, il Comitato ha deciso di incrementare ulteriormente i servizi di polizia, con un potenziamento dei controlli nelle aree maggiormente interessate come luoghi di ritrovo e aggregazione giovanile. Parallelamente, verrà rafforzato il raccordo operativo tra le forze dell’ordine, attraverso un costante scambio di informazioni sensibili utile al contrasto di ogni forma di fenomeno criminale.

“I numeri dei controlli sono impressionanti – ha commentato Conte al termine dell’incontro – e devono essere letti come servizi di prevenzione. Siamo una delle città con il maggior numero di telecamere di videosorveglianza che ci consente come nei casi recenti (il pestaggio di Porta San Tomaso ndr) di risalire ai responsabili, ma continuiamo ad alzare l’asticella con maggiori controlli e chiedendo ai cittadini la loro collaborazione nel segnalare gli episodi alle forze dell’ordine, e non scriverlo sui social o sui gruppi whatsapp”.

“Io voglio che coloro che si rendono protagonisti di violenza – conclude il primo cittadino – finiscano in galera. Il Daspo urbano, fogli di via e percorsi di recupero in libertà è evidente che non funzionino, c’è un senso di impunità che sta accompagnando questi giovani delinquenti nella loro vita quotidiana”.

(Autore: Simone Masetto)
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