Asili sotto controllo nella Marca: “Verifichiamo che tutti abbiano le autorizzazioni”

Negli ultimi mesi, diversi asili sono finiti nel mirino dei controlli dei Carabinieri della Marca trevigiana. Un’attenzione crescente che riguarda soprattutto le strutture dedicate alla prima infanzia e alla cura dei più piccoli, con verifiche mirate sulla regolarità delle autorizzazioni e sul rispetto delle normative sanitarie e lavorative.

Tra i casi più recenti quello emerso a Villorba, che ha riacceso i riflettori sul tema dei servizi educativi gestiti da privati e sulla necessità di garantire standard chiari e controlli puntuali. A fare il punto sulla situazione è il tenente colonnello Stefano Mazzanti (in foto), comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Treviso.

Nessuno mette in dubbio che in queste strutture i bambini siano trattati secondo tutti i canoni richiesti, ma ciò che è sotto la lente d’ingrandimento sono le varie autorizzazioni necessarie per aprire e gestire questi servizi.

“Abbiamo sempre a cuore l’incolumità e il benessere dei bambini e delle persone che vengono affidate a queste strutture – spiega Mazzanti –, ma tutto questo deve avvenire chiaramente all’interno di un perimetro legale ben definito”.

Per garantire il servizio nel pieno rispetto delle leggi sono previste autorizzazioni regionali, una regolamentazione sanitaria e personale adeguatamente formato. “Il nostro compito è verificare che tutte queste condizioni siano rispettate” aggiunge il colonnello.

Nei controlli entrano in campo anche reparti specializzati dell’Arma: “Abbiamo un nostro reparto dedicato, il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, che consente di verificare in profondità le autorizzazioni e capire se una struttura può operare legalmente oppure no”.

Le verifiche riguardano diversi ambiti: dalle autorizzazioni regionali agli aspetti sanitari, fino alle norme sul lavoro. “In primis c’è l’autorizzazione regionale, poi la regolamentazione sanitaria, soprattutto nei casi in cui vengono somministrati alimenti o in cui i locali devono rispondere a specifici requisiti igienico-sanitari – aggiunge –, ma non bisogna dimenticare anche l’aspetto lavorativo: dove ci sono dipendenti devono essere rispettate tutte le regole previste”.

“Il fatto che negli ultimi anni siano aumentati i controlli e che in alcune verifiche siano emerse situazioni di mancato adeguamento alle norme fa pensare che, dopo il Covid, ci sia stato un riposizionamento di queste attività. Proprio per questo è necessario regolamentare e controllare”.

L’obiettivo dei controlli non è mettere in discussione la qualità del lavoro svolto con i bambini, ma il rispetto delle normative previste. “Non abbiamo alcun dubbio che i minori vengano trattati bene in queste strutture – conclude – il nostro compito non è questo, ma verificare che il servizio venga svolto nel rispetto delle regole”.

Le verifiche proseguiranno anche nei prossimi mesi. “I controlli continuano nell’àmbito della normale attività di prevenzione e vigilanza – conclude il comandante – perché garantire legalità e sicurezza in strutture che accolgono bambini è una priorità assoluta”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Qdpnews.it)
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