Carburanti e speculazione

Riceviamo e pubblichiamo da Moreno Parin, coordinatore dei Gestori Carburanti Treviso:

“Dall’inizio della guerra in Medio Oriente i prezzi dei prodotti petroliferi raffinati hanno subito incrementi notevoli, in particolar modo il gasolio e, seppur in modo minore, la benzina. Ovviamente anche il prezzo del petrolio greggio è aumentato, ma, per il WTI e il Brent, si tratta di aumenti per consegne future, ad aprile per il WTI e maggio per il Brent, che comunque sono quelle monitorate per il prezzo del greggio citato dall’informazione.

Ben diverso il caso dei prodotti raffinati, per questi il parametro è il Platts Cif Med, ovvero, per quanto ci riguarda, il mercato del Mediterraneo, e in questo caso non si tratta di mesi ma di pochi giorni. Tanto per capire significa che oggi conosciamo il valore Platts di ieri, cioè il valore medio degli scambi all’ingrosso effettuati ieri in questa area.

Del tutto evidente che questo comporta un trasferimento in tempo reale sui prezzi alla pompa, l’acquisto di una autobotte di carburanti presso un deposito costiero, destinato a un distributore di carburanti, oggi viene pagato al valore Platts di ieri, al quale vanno aggiunti i costi di stoccaggio, trasporto, miscelazione del biocarburante obbligatoria per legge e la remunerazione per i depositi, e non sono pochi gli impianti che vengono riforniti giornalmente.

Chiarito sommariamente il sistema del mercato dei carburanti è necessario spiegare come vengono determinati i prezzi alla pompa, questo anche per evitare che le non tanto velate accuse rivolte ai gestori in questi ultimi giorni gettino un’ombra di speculazione a chi non può materialmente farla.

Tutti gli accordi sindacali di tutte le compagnie petrolifere prevedono che sia la compagnia a stabilire il prezzo consigliato di vendita dei carburanti da parte dei gestori, gli stessi accordi prevedono che in caso di mancato rispetto del prezzo consigliato la compagnia possa risolvere il contratto per la gestione del punto vendita. Per chiarezza di informazione va detto che il gestore può aumentare il prezzo consigliato, per la modalità selfservice è al massimo di ben 0,005 euro al litro, cinque millesimi di euro. Praticamente ininfluente sul prezzo finale.

PS. È pure previsto che se il gestore supera la maggiorazione massima prevista dagli accordi la compagnia si prelevi direttamente dal conto in banca del gestore la parte eccedente.

Altra precisazione, anche questa per confutare certe affermazioni: il prezzo consigliato non è determinato a livello nazionale, non lo è nemmeno a livello regionale e neanche a livello provinciale, lo determinano per singolo impianto, ed ecco perché impianti dello stesso marchio, anche vicini, praticano prezzi diversi.

Non comprensibile per i non addetti ai lavori e discriminante per i gestori.

Ma per chi vuole un colpevole questo non interessa, e poi è facile incolpare il piccolino piuttosto che ficcare il naso negli affari di chi tratta intere navi di prodotti raffinati.

Per quanto riguarda le pompe bianche, che non hanno vincoli di prezzo da parte delle compagnie petrolifere, la cosa è piuttosto banale: se vogliono vendere devono obbligatoriamente praticare prezzi in linea con la concorrenza, e la speculazione te la sogni.

Un dato sui prezzi attuali: se rapportati al valore Platt di ieri i prezzi medi di gasolio e benzina di oggi dovrebbero essere maggiorati di 16 centesimi al litro il gasolio e 9 centesimi la benzina, questo per avere la remunerazione media dei periodi di calma nel settore. Alla faccia della speculazione”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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