Maxi operazione della Polizia di Stato oggi 12 luglio in 23 province italiane, inclusa quella di Treviso, in una vasta indagine in materia di immigrazione clandestina.
Il blitz ha visto, in tutto il Paese, dieci arrestati, di cui 9 cittadini stranieri; 167 imprese o abitazioni controllate, con anomalie accertate in 100 casi; 1.418 soggetti controllati, di cui 1317 cittadini stranieri, tra i quali: 135 cittadini stranieri sui quali cono in corso accertamenti per sospetta irregolarità sul titolo di permanenza in Italia; 65 italiani e 27 stranieri tutti datori di lavoro, deferiti all’Autorità giudiziaria o nei confronti dei quali sono in corso approfondimenti investigativi per la commissione di diversi reati, tra cui favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso documentale e sostituzione di persona.
Questi appunto i risultati operativi della vasta operazione, coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco), per contrastare l’immigrazione clandestina, con particolare riguardo alle falsità documentali connesse alle procedure di ingresso disciplinate dal decreto flussi.
L’operazione, realizzata con modalità ad ‘alto impatto’, ha visto coinvolte, oltre a quella di Treviso, le Squadre mobili di Bari, Bologna, Cagliari, Caltanissetta, Caserta, Foggia, Massa Carrara, Matera, Milano, Monza Brianza, Piacenza, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Savona, Taranto, Terni, Torino, Vercelli e Vibo Valentia, con il supporto dei Reparti prevenzione crimine e degli Uffici Immigrazione delle Questure interessate.
Al termine delle indagini, svolte dalle Squadre mobili su impulso dello Sco, sono emerse numerose anomalie nelle procedure di ingresso disciplinate dal decreto flussi, come ad esempio l’indicazione di domicili fittizi o inesistenti, alcuni dei quali indicati innumerevoli volte come luogo destinato ad ospitare il lavoratore straniero.
Inoltre, è emerso che diversi gruppi criminali hanno sfruttato i tentativi di centinaia di stranieri di entrare in Italia, offrendo agli stessi di regolarizzarli, con ingenti profitti illeciti, tenendo presente che per ogni ‘pratica’ gestita irregolarmente vengono richiesti compensi tra i 1.000 e i 5.000 euro.
Si stima che i proventi illeciti generati dai soggetti a vario titolo coinvolti nell’operazione superino i 500.000 euro. Tra le modalità più diffuse la falsificazione di documenti, ad esempio allegando alle istanze di ingresso falsi contratti di lavoro o false attestazioni di soggiorno, oppure l’offerta di servizi di intermediazione illecita.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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