Truffa del finto Carabiniere, coppia consegna 40 mila euro. Padre e figlia incastrati dal tassista

Si sarebbero finti Carabinieri riuscendo a rubare a una coppia di 89enni residenti a Mogliano Veneto quasi 40 mila euro in contanti. Una truffa particolarmente fastidiosa e purtroppo sempre diffusa ai danni degli anziani, ma che questa volta grazie alle indagini dei Carabinieri ha reso possibile la denuncia di due persone, padre e figlia.

Il raggiro risale al 2 ottobre scorso, quando la coppia di anziani è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è finto appartenente all’Arma dei Carabinieri, prospettando la necessità di versare una cauzione per un presunto incidente stradale in cui era rimasto coinvolto il loro figlio. Neanche il tempo di attaccare il telefono che un uomo si presentò nell’abitazione spacciandosi per avvocato, riuscendo a ottenere l’ingente somma di denaro.

Dopo aver consegnato i soldi, la donna ha contattato il figlio per assicurarsi delle sue condizioni di salute scoprendo di essere stata truffata. Immediata la chiamata ai Carabinieri, le cui indagini hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due truffatori grazie all’individuazione del taxi utilizzato per allontanarsi dal luogo del raggiro.

Gli accertamenti successivi hanno portato al loro rintraccio e all’identificazione nella stazione di Mestre, con conseguente denuncia per truffa, sostituzione di persona e possesso di strumenti atti a offendere.

Dalle verifiche è emerso che si tratta di un padre e una figlia già segnalati per attività analoghe e che, secondo quanto ricostruito, erano diretti, anche se ufficialmente senza fissa dimora, verso Napoli. Dei soldi però nessuna traccia, con i due che probabilmente li hanno consegnati a una terza persona prima di salire in treno.

Il caso rientra in un fenomeno criminale che continua a colpire persone anziane attraverso richieste di denaro contante o di preziosi, spesso giustificate con situazioni di emergenza legate a familiari. Le forze dell’ordine invitano a contattare immediatamente il numero unico di emergenza (112) in presenza di richieste sospette, così da prevenire raggiri di questo tipo, e ricordano che nessuna Forza dell’ordine chiederà mai soldi o preziosi.

(Autore: Simone Masetto)
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