Dopo circa 40 giorni di stop dettati dall’emergenza da Covid-19, il cantiere del nuovo ospedale di Treviso, adiacente all’attuale plesso, ha ripreso a lavorare a pieno regime, tanto che si parla di una conclusione dei lavori, condotti dall’impresa Carron, entro il 2021.
Un’opera che rientra tra i Progetti pilota per la riapertura delle attività produttive della Regione Veneto e che pare essere a tutti gli effetti un messaggio di rilancio, specialmente in campo sanitario, con un potenziamento di spazi e tecnologie non da poco in questa era da Covid-19.
Ospedale che andrà a occupare una superficie complessiva pari a circa 60 mila metri quadrati, sviluppandosi su 6 livelli, integrati all’attuale Pronto soccorso che sarà mantenuto e, in una seconda fase, sottoposto a un intervento di ristrutturazione.
All’ingresso del nuovo plesso farà da cornice una piazza pedonale parzialmente coperta, mentre arriveranno a toccare quota 700 i posti auto complessivi, destinato sia al pubblico che al personale.
In tutto arriveranno a 430 i posti letto disponibili, di cui 66 della terapia intensiva, 26 culle di terapia intensiva neonatale e 2 posti letto di terapia intensiva pediatrica.
Un potenziamento della terapia intensiva, quindi, nel nuovo plesso dove largo posto sarà riservato alle sale operatorie, alle degenza chirurgiche e di ostetricia, alla radioterapia e all’area parto.
Il messaggio lanciato con questo progetto è chiaro secondo il governatore del Veneto Luca Zaia il quale nella tarda mattinata di oggi, lunedì 27 luglio, si è recato sul luogo del cantiere per un sopralluogo, in compagnia del direttore generale dell’Ulss2 Francesco Benazzi e del sindaco di Treviso Mario Conte.
“Sono trascorsi 10 anni prima di poter arrivare a questo punto – ha reso noto Zaia – e questo la dice lunga su un Paese che non funziona”.
“Questo diventerà un policlinico universitario, perché l’ospedale del futuro sarà sempre meno analogico e più digitale – ha proseguito il governatore – con possibilità di operazioni al cervello con un sistema computerizzato“.
“Aprire un ospedale è un servizio di qualità – ha puntualizzato Zaia – e la qualità del servizio del Veneto non la eroga nessuno. La sfida per il futuro è di far star poco i pazienti in ospedale”.
Ospedale per il quale l’investimento complessivo si aggira attorno a 250 milioni di euro e che Benazzi ha definito “una sfida in cui tutti hanno creduto”.
(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
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