Bomba di Guia, artificieri al lavoro: si cercano ordigni inesplosi. Attilio tradito dalla “trappola austriaca”

Lo scoppio del proiettile da 10 millimetri, una bomba da mortaio di costruzione austriaca, non ha lasciato scampo ad Attilio Frare. L’uomo, appassionato di residui bellici e considerato da molti un esperto, stava – come avrebbe fatto probabilmente altre centinaia di volte – tentando di rendere innocuo l’ordigno quando questo è improvvisamente esploso, uccidendolo. Un boato fortissimo ha immediatamente allertato la compagna e i vicini di casa, con numerose telefonate giunte sia alla centrale operativa del Suem 118 sia ai Carabinieri.

A tradirlo, con ogni probabilità, è stato un vecchio accorgimento utilizzato dai costruttori austriaci per impedire alle truppe nemiche di introdursi nelle polveriere, rendendo inoffensive le munizioni o addirittura sottraendo la polvere da sparo contenuta al loro interno. Per questo motivo, molte munizioni erano dotate di una sostanza infiammabile che si surriscaldava nel momento in cui veniva aperto il fondello. Proprio questo meccanismo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe costato la vita ad Attilio.

Ieri è stato effettuato un nuovo sopralluogo nel ricovero attrezzi del 56enne da parte del reparto artificieri dei Carabinieri di Padova, impegnati nella catalogazione di tutto il materiale bellico presente. Già mercoledì, infatti, i militari avevano notato la presenza di altri ordigni simili a quello esploso, facendo temere che anche questi potessero essere ancora attivi.

Il locale in cui Attilio conservava i reperti presentava le pareti completamente tappezzate di bombe e munizioni, quasi tutte rese inoffensive, di piccole, medie e grandi dimensioni. Un lavoro certosino quello che gli artificieri stanno svolgendo con tutte le cautele del caso, supportati anche dall’associazione coneglianese Centro Studi Ugo Cerletti, esperta nella catalogazione e conservazione dei residui bellici.

Un’operazione che, vista l’estrema delicatezza dell’intervento e l’elevato numero di ordigni presenti, potrebbe richiedere diversi giorni di lavoro. Non è escluso che gli artificieri possano tornare a Guia anche lunedì. Nel frattempo, la compagna di Attilio avrebbe indicato ai Carabinieri anche un’altra struttura utilizzata dall’uomo, che potrebbe a sua volta contenere materiale bellico.

Il ricovero attrezzi resta quindi sotto sequestro, mentre la Procura della Repubblica di Treviso, alla luce della morte di Attilio, non dovrebbe aprire alcun fascicolo d’indagine.

(Autore: Simone Masetto)
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