Salone “Vanità”, ultimi tagli. Sandra: «Ho pettinato le Miss a Sanremo ma la gioia più grande restano le clienti di casa»

Aveva solo 14 anni quando varcò per la prima volta la soglia del negozio del suo maestro Ivaldi, a Covolo. Quello che allora era un apprendistato precoce, dettato dalla voglia di imparare e dalla determinazione di una ragazzina, si è trasformato in una carriera lunga quasi mezzo secolo: tra le poltrone di un salone diventato punto di riferimento a Valdobbiadene e i palcoscenici delle grandi sfilate nazionali.

Ora, dopo quasi quarant’anni di attività, per Sandra Corrado è arrivato il momento di salutare i suoi clienti.

«Ivaldi è stato il mio maestro, una figura fondamentale – racconta ripensando agli esordi –. A 16 anni mi portava già in pedana a lavorare davanti al pubblico. Mi ha insegnato a non aver paura del mestiere». Una lezione che l’ha spinta oltre i confini della provincia, aprendole le porte delle prime esperienze importanti.

Entrata nel gruppo stilisti di Testanera, Sandra ha iniziato a farsi conoscere e stimare nel settore, costruendo passo dopo passo un percorso professionale ricco di soddisfazioni e incontri. Tra i ricordi più iconici c’è quello del 1989, quando la passione per i capelli e lo spettacolo si incrociò con una delle vetrine più note d’Italia: «Eravamo a Sanremo per Miss Italia. Siamo rimasti lì una settimana a pettinare le ragazze e gli ospiti. Ricordo il Pala Barilla: c’era un’atmosfera pazzesca, con personaggi internazionali che arrivavano per lo show. Per me era una situazione dinamica, bellissima: un palcoscenico mondiale vissuto da dietro le quinte».

Sandra a Sanremo 1989 con Miss Italia Nadia Bengala

E mentre il lavoro la portava a viaggiare, Sandra costruiva anche la sua “casa professionale” a Valdobbiadene, aperta ufficialmente il 1° dicembre 1985. Un salone che negli anni è diventato parte della comfort zone di clienti da tutta la provincia.

In parallelo, ha diviso il suo tempo tra l’insegnamento – con esperienze a Firenze e Pordenone – e i grandi eventi della moda a Milano: «Facevamo i casting alle modelle e avevamo molta libertà creativa. Ho anche insegnato per anni i segreti del mestiere alle nuove leve», ricorda.

Eppure, nonostante i palchi e le collaborazioni di alto livello, il cuore della sua storia è sempre rimasto tra le mura del salone, dove il rapporto con le persone ha superato ogni ambizione individuale.

«La cosa che mi rende più orgogliosa è non aver mai fatto distinzioni. Qui sono passate persone di ogni tipo, ma per me sono sempre stati tutti uguali: non ho mai voluto un salone “elitario”. Molte clienti mi dicono che qui trovano un’energia positiva e si ricaricano. Sono rimasta la Sandra di sempre, quella che ascolta i problemi e cerca di dare un consiglio col sorriso».

Ora che è giunto il tempo del riposo – dopo anni di lavoro e sacrifici – il pensiero va alla famiglia: al marito Moreno e ai figli Maddalena e Ludovico, che l’hanno sostenuta nelle giornate lunghe e nei periodi più impegnativi. E alle clienti, che in questi decenni hanno condiviso con lei pieghe, tagli e colori, ma soprattutto pezzi di vita.

Ai giovani che oggi si affacciano al mestiere, Sandra lascia un consiglio semplice e autentico: «Siate costanti e lavorate con passione. È quello che fa davvero la differenza quando si apre un negozio».

Tra qualche ora, l’ultimo taglio. Poi si chiuderà questo capitolo professionale. Ma dentro quel salone resteranno quarant’anni di storie, sorrisi allo specchio e legami autentici, costruiti un appuntamento alla volta.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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