Valdobbiadene, delusione per il decreto “riaperture”. De Piccoli: “Queste regole ammazzano il turismo sulle nostre colline”

Come faremo quando pioverà, chiederemo al cliente di pagare la bibita che andrà a bere al riparo dalla pioggia?”: per Nicola De Piccoli, titolare del noto bar Secco Bollicine in piazza Guglielmo Marconi a Valdobbiadene, questo è solo uno dei problemi che non sono stati considerati da chi ha elaborato il decreto “riaperture”.

In una piazza completamente deserta, e con un venticello fresco che non invitava proprio a mettersi in mezze maniche, De Piccoli ha elencato le tante incongruenze di un provvedimento che non aiuterà certamente a ripartire con lo spirito giusto.

Per l’imprenditore valdobbiadenese non si tratta di sottovalutare la pericolosità del Covid, rispetto al quale tutti gli esercenti della zona hanno provveduto ad attuare le misure anti-contagio, ma soltanto di guardare in faccia la realtà.

Poter accogliere i clienti solo all’aperto limiterà fortemente diversi locali ma anche per i bar come il suo, che dispongono di tavoli e sedie negli spazi esterni, i problemi non mancheranno.

Non parliamo del coprifuoco dalle 22 alle 5, una misura che per De Piccoli rischia di ammazzare il turismo in queste zone, perchè il turista di passaggio sarebbe costretto a lasciare Valdobbiadene molto presto, magari per tornare negli alberghi di altre città venete lontane dalle colline del Prosecco Docg.

Insomma, un vero e proprio pasticcio che si aggiunge alle difficoltà incontrate da chi non lavora da mesi e ha visto ridurre pesantemente il suo fatturato o è stato costretto a mandare in cassa integrazione i propri dipendenti.

“Il mondo Horeca è stato distrutto e noi imprenditori della ristorazione siamo stufi – spiega De Piccoli – Chi ha fatto questo decreto dimostra quanto meno di non aver mai lavorato o di non conoscere a sufficienza il nostro mestiere. Questo non è un decreto: è come far vedere la caramella che poi non ti viene data. Nel nostro caso, però, dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale di Valdobbiadene che già lo scorso 24 marzo ci ha mandato una Pec informandoci della gratuità dei plateatici fino al 31 dicembre 2021”.

“Questo dimostra grande concretezza – conclude – a differenza del governo che ha prodotto un decreto che è distante dalla realtà. Un turista dovrebbe arrivare a Valdobbiadene per cenare e andare a casa alle 21.30? Il coprifuoco doveva partire almeno da mezzanotte ma forse alle 22 il virus viaggia più velocemente. Noi eravamo pronti ad aprire i nostri locali in sicurezza con il distanziamento e le altre regole per il contrasto alla diffusione del Covid. Purtroppo questo non è bastato”.

(Foto: archivio Qdpnews.it)
#Qdpnews.it

Related Posts