Un anno senza Alex: dalla scomparsa alle indagini nella ricerca della verità 

Lo striscione all’esterno della chiesa durante i funerali

Nella notte tra il 29 e il 30 giugno dello scorso anno, Alex Marangon, 25 anni, barista di Marcon, scompariva durante un presunto rito di purificazione all’interno dell’Abbazia di Santa Bona a Vidor. 

Alex Marangon

Il suo corpo fu ritrovato alcuni giorni dopo, sul greto del Piave, a diversi chilometri di distanza. Quella che inizialmente parve una tragica fatalità, assunse con il passare dei giorni contorni ben più inquietanti: la Procura di Treviso aprì infatti un fascicolo per omicidio, tuttora senza indagati.

Se durante le prime ore furono concitate le ricerche da parte dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, i giorni successivi vennero scanditi da continui sopralluoghi all’abbazia che affaccia sul fiume Piave. I contorni della vicenda, seppur le indagini siano tuttora aperte in attesa dei risultati dei test tossicologici, divennero sempre più chiari con il passare delle ore. 

Le ricerche di Alex

Alex avrebbe preso parte a un rito di purificazione organizzato all’interno dell’abbazia. Sarebbe stato visto allontanarsi da solo, prima della tragica fine. Le ipotesi restano aperte: una caduta accidentale dal pendio oppure un’aggressione culminata in un pestaggio mortale.

Ma la famiglia di Alex non ha mai creduto alla versione dell’incidente. A distanza di un anno, il dolore resta vivido, così come il desiderio di verità. Solo un mese fa, la madre Sabrina è tornata a parlare del figlio durante una puntata di Ore 14 su Rai Due: “Alex era un pacificatore, si fidava di tutti. Ma, secondo me, si è fidato delle persone sbagliate. I segni sul suo corpo non possono essere compatibili con una caduta. Alex non si sarebbe mai buttato.”

I carabinieri all’esterno dell’abbazia

Durante il funerale, celebrato il torrido 13 luglio 2024, tra palloncini colorati e fumogeni, un grande striscione giallo venne affisso sulla scalinata della chiesa di Marcon: “Verità per Alex”. Quelle parole, a distanza di dodici mesi, continuano a risuonare. Amici e familiari chiedono con forza che la luce venga fatta su quanto accaduto. La verità, per ora, resta in sospeso. Ma chi ha conosciuto Alex non ha mai smesso di cercarla. E non smetterà.

Sui social intanto si è diffuso l’invito a un picnic in ricordo di Alex domenica 6 luglio alle 17 al parco San Giuliano di Mestre, Porta Blu nei pressi del Pattinodromo: occasione “per condividere ricordi, sorrisi e momenti piacevoli proprio come Alex amava fare in mezzo alla natura”, allietati dalla sua musica.

(Autore: Simone Masetto)
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