“Due geni veneti tra storia e mito” è la mostra inaugurata questa mattina alla Galleria civica “Vittorio Emanuele II” a Vittorio Veneto, dedicata alle figure di Lorenzo Da Ponte, celebre librettista cenedese di Mozart (suoi i libretto delle Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte), e di Giacomo Casanova, abile seduttore del Settecento veneziano.
Due figure legate da un rapporto di amicizia, che frequentarono Venezia e condivisero conoscenze in comune. Due profili intramontabili che comunicarono tramite una lunga corrispondenza.
Lorenzo Da Ponte (1749-1838), abbandonato l’abito talare perché accusato di concubinaggio, iniziò una vita avventurosa che lo portò da Venezia a Gorizia e a Vienna, dove divenne poeta di corte con l’aiuto di Antonio Salieri.
Dopo gli anni viennesi, visse a Londra, dove fece il tipografo e poi si trasferì negli Stati Uniti, prima a Filadelfia e infine a New York, dove divenne il primo professore di letteratura italiana al Columbia College, poi Columbia University.
Celebre ancora oggi negli Stati Uniti, Lorenzo Da Ponte è considerato il più importante diffusore della lingua e della cultura italiana in America.


Giacomo Casanova (1725-1798), di venticinque anni più anziano, intrecciò la sua vita da avventuriero con quella di scrittore dopo la celebre fuga dai Piombi e viaggiò così per l’Europa, tra Spagna, Francia, Inghilterra e Germania, fino ad arrivare in Russia alla corte di Caterina II.


Considerato l’inventore della lotteria in Francia e conosciuto come abile giocatore, diventò famoso per le sue Memorie, nelle quali raccontò luci e ombre del Settecento, determinando così la sua fama di libertino.
La mostra è curata dal professor Antonio Trampus, docente ordinario di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente del Comitato nazionale per le opere di Giacomo Casanova, ed è organizzata in collaborazione con Finarte, Libreria Antiquaria Drogheria 28, con il contributo della Regione Veneto.
Tutto è stato organizzato alla luce di una convenzione tra la città di Vittorio Veneto e il Dipartimento di Studi linguistici e culturali di Ca’ Foscari.
La mostra, che rimarrà aperta fino al prossimo 1° marzo, contiene materiale di proprietà dell’ateneo veneziano, legato alla memoria di Giacomo Casanova (nell’anno dei 300 anni dalla sua nascita), e prime edizioni derivanti dal Fondo Zagonel di Giampaolo Zagonel (componente della commissione scientifica del quotidiano Qdpnews.it).


La mostra intende esplorare i rapporti tra Da Ponte e Casanova, il legame di entrambi con Mozart, la cultura pop (tramite fumetti e illustrazioni, anche di Milo Manara) e il cinema del Novecento, con una saletta che proietta il Casanova di Alexander Volkov, un film muto del 1927, mentre campeggia nella prima sala un ritratto iconico dello stesso Lorenzo Da Ponte, finora conservato nel Museo del Cenedese.
“C’è la volontà di tessere dei legami con le università – il commento dell’assessore alla Cultura Enrico Padoan – Questa è la città di Lorenzo Da Ponte e, per un certo tempo, non ci siamo resi conto appieno del suo valore”.


“L’amministrazione comunale ha investito risorse in un impegno che viaggia a tutti i livelli: questa è la strada giusta per proporre una cultura più elevata“, ha aggiunto.
“La raccolta del Fondo Zagonel è la più grande al mondo che racchiude i testi di Lorenzo Da Ponte – ha affermato il professor Antonio Trampus – La mostra è in concomitanza con altre mostre, anche all’estero e va a rappresentare il tassello di un viaggio immaginario”.


“Questo è un punto di partenza, in quanto stiamo costruendo una rete istituzionale: la convenzione con il Comune di Vittorio Veneto è una sorta di grande laboratorio, da cui nasceranno delle cose molto interessanti”, ha concluso.
“Senza figure come Giampaolo Zagonel non esisterebbero delle mostre come questa: è un ‘Lorenzo il Magnifico’, un mecenate dei nostri tempi”, ha osservato Fabio Bertolo di Finarte.


“Casanova era il personaggio più vicino al Da Ponte – ha spiegato Giampaolo Zagonel – In Europa nessuno conosceva più Casanova e il Da Ponte era l’unico che lo ricordava e lo nominava nelle sue Memorie”.


“Lo stesso Da Ponte, per tutto l’Ottocento e i primi del Novecento, non è stato considerato: in qualche modo doveva essere valorizzato, considerato che a Vittorio Veneto gli era stata dedicata soltanto una via – ha proseguito – La valorizzazione della sua figura è stata fatta prima dagli stranieri. Questa collezione riunisce materiale che non si trova in Italia (Da Ponte non conservava nulla dei suoi scritti). L’unico che lo valorizzò, scrivendo delle pagine sulla qualità poetica dei suoi scritti, fu il professor Gianfranco Folena“.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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