Il vescovo Battocchio: “Ogni persona è una buona notizia. In questa città l’impegno per la pace”

Un inizio di episcopato nel segno dell’incontro con le persone e la comunità diocesana, della gioia del Vangelo, della carità e della pace.

Monsignor Riccardo Battocchio ha inaugurato così il suo ministero da vescovo di Vittorio Veneto ieri, domenica 25 maggio, dopo una cerimonia molto partecipata e intensa in ogni sua fase. Emozionante il rito dell’ordinazione, presieduto dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, insieme al cardinale Beniamino Stella e al vescovo di Padova Claudio Cipolla, presenti una trentina di presuli e circa duecento sacerdoti e diaconi.

L’altare della Cattedrale durante la messa di ordinazione episcopale ieri pomeriggio

Al termine della messa, mentre la folla lo attendeva festosa in cortile, Battocchio ha incontrato in un’aula interna del Seminario le autorità presenti alla celebrazione, a partire dal Prefetto di Treviso Angelo Sidoti, con il vice questore vicario Domenico De Mario, la sindaca di Vittorio Veneto Mirella Balliana, la consigliera provinciale di Treviso Olga Rilampa, il consigliere regionale Roberto Bet, e altri rappresentanti delle istituzioni civili e militari.

L’incontro con le autorità

Poi un breve punto stampa: “Ho vissuto questa celebrazione con sentimenti di serenità – ha esordito Battocchio -. Ho visto amici che da tanto tempo non incontravo, e persone nuove che sembravano felici di esserci: questo mi ha fatto molto piacere”.

“Arrivo qui a Vittorio Veneto per imparare – ha proseguito -. Non ho mai fatto il vescovo prima. Preti, laici, religiosi, religiose: tante persone con cui dovrò prendere il ritmo. In questo momento non ho programmi pastorali. La priorità è annunciare che Gesù è la buona notizia, anche nelle cose più semplici della vita”.

“Per questo – ha osservato – rivolgo un saluto a chi non è potuto venire alla messa per motivi di salute, o altri impedimenti. Come Chiesa di Vittorio Veneto sentiamo che questa è una presenza importante e so che c’è attenzione da parte della comunità ecclesiale anche per le condizioni di fatica e per l’accoglienza di giovani donne che hanno figli, di persone anziane o, ancora, in situazioni di marginalità. Dovrò acquisire un po’ alla volta lo stile e il carisma della diocesi da questo punto di vista, ma sicuramente in questo momento voglio esprimere il mio desiderio di vicinanza”.

“Negli occhi, nelle mani, nel cuore delle persone che incontro, posso dire che ciascuno è una buona notizia, anche se delle volte è un po’ coperta dalle fatiche. Andando nel profondo si può trovare sempre il bene che il Signore pone su tutte le sue creature, noi suoi figli”.

A Vittorio Veneto si concluse la Prima Guerra Mondiale nel 1918. In questo periodo di tensioni a livello internazionale, il ministero del vescovo Battocchio si apre quindi nel segno della pace: “È un desiderio grande che condivido con tanti – ricorda -. Conosciamo tutte le difficoltà delle situazioni di conflitto”, con l’alternanza di momenti vicini alle soluzioni e altri di maggiore preoccupazione.

“Non venga meno – ha ribadito – l’impegno per la pace, da attuare nei rapporti interpersonali e nell’interiorità di ciascuno. Qui a Vittorio Veneto vorrei vedere presto il Museo della Battaglia”.

Un bambino di Ceggia – aveva rivelato Battocchio alla fine della messa – gli aveva fatto pervenire nei mesi scorsi a Roma un disegno affiancato dalla scritta “Ti aspettiamo!”: “Spero di vederlo presto – ha concluso il nuovo presule – Questo suo dono mi ha accompagnato in questi mesi di attesa, nella certezza che è un messaggio bello e sincero”.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto e video: Matteo De Noni)
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