“La vostra terra vanta profonde radici cristiane, che ci riconducono all’antica Chiesa di Aquileia. In questa memoria di fede, spirituale, splende la testimonianza di molti martiri e di santi pastori”. Ha esordito così Papa Leone XIV nel suo discorso ai Seminaristi del Triveneto, ricevendoli in udienza privata oggi mercoledì in Largo Giovanni Paolo II in Vaticano.
Un momento speciale e indimenticabile per i giovani in cammino per il sacerdozio – c’erano anche le delegazioni di Vittorio Veneto e Treviso – poco prima dell’Udienza generale, e che ha rappresentato di certo il cuore del Giubileo dei Seminaristi cui hanno partecipato nei giorni scorsi a Roma.


Nella capitale erano giunti il 22 giugno con tre pullman, 150 persone, partiti da diversi punti del Nordest e riunitisi lungo il viaggio: un pellegrinaggio che si è svolto, appunto, sulle orme di alcune figure di santità, santa Caterina, nella sua Siena, san Filippo Neri e don Andrea Santoro, prete romano assassinato in Turchia nel 2006. Poi in Vaticano i diversi segni giubilari, a partire dalla processione verso San Pietro.


“Oggi tocca a noi continuare quest’opera appassionante – ha osservato Leone nel suo intervento alle rappresentanze del Triveneto -. In particolare, voi seminaristi siete chiamati a inserirvi in questa ricca storia di grazia, per custodirla e rinnovarla nella sequela del Signore. Non scoraggiatevi se a volte il cammino che vi sta davanti si fa duro”.
Poi il pontefice ha nominato Albino Luciani, il Beato Giovanni Paolo I – già vescovo di Vittorio Veneto e patriarca di Venezia -, riprendendo le sue parole al clero romano: “Un Pastore – ha detto – in cui sono brillate le migliori virtù della vostra gente: in lui avete un vero modello di vita sacerdotale”.
Leone si è soffermato sul senso del ministero sacerdotale e del celibato, “carisma da riconoscere, custodire ed educare”: “Vi invito a coltivare sempre la comunione, anzitutto con i vostri compagni di Seminario. Abbiate piena fiducia nei vostri formatori, senza ritrosie o doppiezze”.
E poi si è rivolto ai rettori, educatori e padri spirituali, anch’essi in udienza: “E voi, formatori, siate buoni compagni di strada dei seminaristi che vi sono affidati: offrite loro l’umile testimonianza della vostra vita e della vostra fede; accompagnateli con affetto sincero. Sappiatevi tutti sostenuti dalla Chiesa, anzitutto nella persona del Vescovo”. C’erano anche il vescovo di Chioggia, Giampaolo Dianin, delegato dei vescovi del Triveneto per i seminari, e il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, presidente della Conferenza episcopale triveneta.


Al termine della breve udienza, il seminarista veneziano Niccolò Bellini ha consegnato il gonfalone di San Marco al Santo Padre. I pellegrini sono poi andati nella basilica di San Pietro dove hanno salutato il cardinale vicentino, segretario di Stato, Pietro Parolin.
(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Diocesi di Treviso)
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