Seduti sulla terrazza di casa o sdraiati su un prato in montagna, durante le notti d’agosto capita di soffermarsi a guardare il cielo stellato. Ma non solo stelle, osservando attentamente la volta celeste, potremmo scorgere ad occhio nudo anche Saturno che in alcuni periodi dell’anno, in base alla posizione della Terra, appare più “vicino” e luminoso.
“Trent’anni equivalgono al tempo che serve a Saturno per compiere un giro completo di rivoluzione attorno al sole, contro i 365 giorni della Terra”, spiega Silvano Tocchet, presidente dell’Associazione Astrofili Vittorio Veneto. Detta in parole semplici, quando nei loro movimenti (quello più lento di Saturno e quello più rapido della Terra) la distanza fra i due pianeti si “accorcia”, ecco che Il signore degli anelli del nostro sistema solare si può distinguere anche ad occhio nudo fra quelli noti come “oggetti di prima grandezza”.


Con “oggetti di prima grandezza” s’intendono quelli che balzano all’occhio per dimensione e luminosità. “Il pianeta – prosegue Tocchet – in questo periodo è tornato ad occupare una posizione alta del cielo. Al contrario, se fosse più basso rispetto all’orizzonte, un po’ come capita al sole invernale, sarebbe più difficile da osservare. Essendo un pianeta, non scintilla certo come una stella e la sua luce non è puntiforme; dunque, distinguerlo con una certa sicurezza non è cosa semplice, a meno che non si conosca un po’ di geografia del cielo”.
Ma il volto più affascinante di Saturno, dal nome della divinità romana della semina, si rivela osservandolo con la lente del telescopio, proprio come quello da 60 centimetri presente all’Osservatorio di Piadera (Fregona).
“Saturno dal punto di vista visuale è forse il più bello per il suo caratteristico sistema di anelli che lo distingue da tutti gli altri pianeti del nostro sistema solare. Lo scorso 12 agosto all’osservatorio siamo riusciti a fotografarlo in una situazione di visibilità ideale per le condizioni del vento e per l’assenza di turbolenze atmosferiche, tanto che l’immagine più che una fotografia sembra un disegno“.
“Il sistema di anelli di Saturno ha un diametro che equivale quasi alla distanza fra Terra Luna, ovvero circa 300 mila km. Il suo diametro supera di dieci volte quello terrestre, così come il volume che equivale a circa 850 volte quello della Terra, e la sua superficie è sferzata da venti che raggiungono i 1800 km/h. Ma la grandezza più curiosa riguarda lo spessore dei suoi anelli – prosegue –: appena 100 metri e dunque nulla rispetto alle sue dimensioni”.


Osservando la foto scattata dall’astrofilo Ivan Rovato, si notato i colori tenui e soffici del “Signore degli Anelli” del cielo, molto diversi dalle cromie accese di Giove. “Trovandosi ad una distanza stimata di 1 miliardo di chilometri dalla Terra la sua immagine ci arriva dopo un’ora di viaggio. Grazie al telescopio siamo in grado di osservare anche alcuni dei suoi numerosi (si parla di 146) satelliti”.
Saturno, studiato fin dai tempi degli astronomi mesopotamici, affascina ancora oggi gli scienziati che in questo periodo, visto il suo posizionamento rispetto alla Terra, potranno catturarne ottime immagini.
“Cosa porti l’uomo ad osservare il cielo? Me lo sono chiesto tante volte – conclude Silvano Sacchet – Direi prima di tutto la curiosità di inoltrarsi nell’ignoto: nel caso degli astri sappiamo poco, e ciò che sappiamo è il frutto degli ultimi decenni che hanno prodotto grandi innovazioni tecnologiche. Ai miei tempi, quando studiavo all’università, non esisteva nemmeno la facoltà di Astronomia, l’unica possibilità era iscriversi a Fisica. Oggi invece quella dell’astronomo è una professione scientifica a tutti gli effetti, e fa piacere pensare che alcuni giovani astrofili appassionatisi alla materia frequentando l’osservatorio di Piadera oggi siano dei professionisti affermati, impegnati in importanti ricerche”.
(Foto: Ivan Rovato – Astrofili di Vittorio Veneto)
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