Vittorio Veneto, dopo il traforo “Serravalle diventi un museo a cielo aperto e a palazzo Torres l’archeologia”

Serravalle ha tutte le possibilità di diventare un museo a cielo aperto e disporre di uno spazio per un nuovo, grande, unico complesso museale delle arti, della cultura, della storia locale: il presidente del consiglio comunale Paolo Santantonio ha sintetizzato così, nell’intervento a margine del rendiconto finanziario in consiglio comunale, le sue idee a lungo respiro sulla città.

Niente commento ai numeri ma idee sul futuro della città – ha commentato – , un progetto che concentri quanto oggi è disperso, che offra ai visitatori quando oggi non è visibile, che diventi un’accattivante attrattiva dentro al nuovo contesto urbano che si verrà determinando con la apertura del traforo”.

Ecco, la conclusione del traforo di Santa Augusta con la liberazione di Serravalle dal traffico veicolare sostenuto e la elettrificazione della tratta ferroviaria Vittorio Veneto – Conegliano che consentirà di muoversi molto più rapidamente sul territorio, saranno secondo Santantonio gli eventi epocali per i quali serviranno adeguamenti epocali.

“Auspico che in questo importante anno 2020 si rifletta un po’ tutti, pubblici amministratori e forze vive della società vittoriese, sul futuro della città – ha affermato -. Si apriranno opportunità finora precluse che dovrebbero essere colte al volo, soprattutto nell’ambito turistico e culturale”.

L’idea che propone Forza Italia dunque dopo la brillante ristrutturazione del Museo della Battaglia, è proprio il lancio di un “rinnovato e ampliato complesso museale dentro il museo all’aperto che potrà diventare Serravalle e pensare a cosa potrebbe nascere da un complesso unitario Cenedese-Torres-Todesco, per di più con Palazzo Minucci a poche decine di metri. con la valorizzazione della collezione Paludetti proprio a Serravalle e risolvendo una volta per tutti il problema della “Cattedrale nel deserto” che è Villa Croze”.

“Al di là di queste idee ritengo però sia giunta l’ora – ha spiegato il presidente del consiglio comunale – che su Palazzo Torres che doveva diventare la sezione archeologica del Cenedese, a 35 anni dall’acquisto e dopo tante risorse investite da amministrazioni di diversi colori politici, la situazione venga affrontata. O ampliando finalmente il museo con l’apertura della sezione archeologica, oppure con scelta dolorosa inserendolo nell’elenco dei beni alienabili del Comune e lasciando le cose così come stanno. Avendo però sempre presente che il futuro non si costruisce senza idee, senza confronto, senza scelte, senza fatica, senza determinazione”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
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