Com’era avvenuto per l’inaugurazione della nuova sede della biblioteca a Ca’ Bressa, il gruppo di minoranza “Civica per Volpago” ha voluto raccontare la sua versione dei fatti sulla rotatoria realizzata all’incrocio tra via Lavaio e via Schiavonesca Nuova.
Anche in questo caso, la posizione è divergente rispetto a quella dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Guizzo.
“La rotonda sulla Schiavonesca finalmente è aperta e subito il sindaco se ne prende tutti i meriti – commentano i consiglieri di minoranza -. Se vogliamo dirla tutta però, questa tanto attesa (e promessa) rotatoria si è potuta realizzare in gran parte grazie alle rinunce dei cittadini di via Fornace Vecchia a Selva, che si erano resi disponibili a rinunciare ad un cavalcavia per dirottare i soldi su una modifica al tracciato della Superstrada Pedemontana Veneta (Spv), più che per le abilità nelle trattative del sindaco”.
“La rotatoria era già prevista nel 2011 – continuano -, messa nero su bianco sul Protocollo d’Intesa della Pedemontana, e firmato dal sindaco Toffoletto. Nel 2016 arriva l’amministrazione Guizzo e si capisce subito che le promesse di migliorare il tracciato della Spv rimarranno solo promesse elettorali. Solo il Comitato Volpago Ambiente, gruppo di semplici cittadini, continua invece a lottare per avere migliorie, ri-proponendo a Sis e Regione Veneto di togliere il cavalcavia di via Fornace Vecchia, previsto nel progetto, a favore di un prolungamento, sempre nello stesso punto, di qualche centinaio di metri del tratto in trincea a beneficio delle abitazioni e dei residenti”.
La Civica per Volpago racconta che a quel punto il sindaco si sarebbe inserito in questa “trattativa”, chiedendo solo la rotonda sulla Schiavonesca a risarcimento del mancato cavalcavia.
“Questo è stato fatto senza adoperarsi – proseguono – non solo per il prolungamento della trincea, ma neanche per migliorie alle mitigazioni ambientali previste dal progetto. Che la rotonda sia un’opera estremamente necessaria e utile alla sicurezza della comunità, nessuno lo mette in dubbio, ma era già prevista come ‘intervento complementare’ alla Pedemontana, insieme al sottopasso ferroviario di Montebelluna e quindi già nel conto economico; e in ogni caso non costa quanto un cavalcavia. Pertanto il vero affare lo ha fatto solo il costruttore”.
“La Superstrada Pedemontana Veneta è ancora una ferita aperta per il nostro territorio – conclude la Civica per Volpago -, dal nodo dei pedaggi alla smisurata estrazione di ghiaia, alle strade locali in più parti distrutte e non ancora risistemate, fino alle opere di mitigazione ambientale. Basti pensare alle migliaia di alberi piantati e lasciati morire l’estate scorsa lungo tutto il tracciato. Di lavoro ce n’è ancora tanto da fare per i nostri cittadini, e noi continueremo a monitorare l’andamento delle cose”.
Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino di Volpago del Montello il quale, definendo la minoranza “Civica contro Volpago”, ha aggiunto come la stessa abbia ancora una volta perso l’occasione per rimanere in silenzio.
“Si citano informazioni parziali – commenta il sindaco Guizzo -, traendone conclusioni prive di fondamento. Si cita un protocollo d’intesa promosso dal sindaco Favero di Montebelluna, in accordo con i sindaci di Volpago e Trevignano. Peccato che, per un ricorso della minoranza di Montebelluna in sede di ratifica, è stato in buona parte cassato e soprattutto la rotonda di Volpago non sia stata finanziata”.
“Qualche mese dopo c’è stata la convocazione della Corte dei Conti a Roma – continua -, di tutti gli enti interessati dalla Spv, dai Comuni ai 3 ministri in cui è stato sancito che per la Spv non poteva essere speso un solo euro in più di quanto finanziato fino a quel momento. E questa è stata la pietra tombale su quel protocollo d’intesa”.
Guizzo ha voluto rispondere anche a Edi Zanatta, componente della lista di minoranza nel suo precedente mandato e tra i componenti del “Comitato Volpago Ambiente” che ha vissuto direttamente la vicenda in prima linea, che aveva commentato un post sulla rotatoria pubblicato nei social dal sindaco.
“All’incontro dove era presente l’assessore della viabilità del Veneto – scriveva Zanatta -, Elisa De Berti, la responsabile della Spv Pellegrini, il sindaco di Volpago, vari tecnici della Pedemontana e alcuni residenti di via Fornace era stato promesso come contropartita alla rinuncia del cavalcavia, oltre la rotonda, una importante mitigazione della Pedemontana fra via Fornace e via Lavaio. Una doppia siepe e vari alberi. Dopo un anno dalla sua apertura…nemmeno l’ombra. Questo signor sindaco non è corretto! Auspichiamo un suo interessamento e risposta”.
“Voglio rispondere – conclude Guizzo – che con il geometra Vita, responsabile di Sis per la gestione della Spv, abbiamo trattato più volte del mascheramento a verde previsto lungo tutto il tratto della Pedemontana. Abbiamo fatto diversi sopralluoghi per verificare l’attecchimento delle piante e il completamento della piantumazione. Quindi è una questione monitorata”.
(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata)
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