Tra le storie che ancora oggi circolano a Cison di Valmarino, ce n’è una che unisce cronaca antica e fantasia popolare. È quella di Marco Antonio Brandolini, abate e nobile che visse tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento nelle alte terre trevigiane, ricordato come uomo sanguinario e crudele, protagonista di delitti premeditati e violenze tanto gravi da lasciar traccia profonda nella memoria collettiva.
La fama di Marco Antonio, nel tempo, è uscita dai documenti per entrare nel territorio delle leggende. Ancora oggi si racconta che le sue ossa, carbonizzate, siano state ritrovate fuori dalla tomba, come se il defunto avesse tentato di fuggire persino dalle fiamme dell’inferno. Un’immagine forte, che restituisce bene il timore con cui, per generazioni, gli abitanti hanno evocato il suo nome e che contribuisce a farne una figura sospesa tra storia, superstizione e racconto orale.
Chi desidera conoscere più da vicino questi frammenti di passato può approfittare delle iniziative che, di tanto in tanto, animano il borgo e i suoi dintorni. Tra queste c’è l’evento “In fuga da Marco Antonio, Belva di Fuoco”, inserito nella rassegna Veneto Spettacoli di Mistero. La proposta accompagna i partecipanti in una passeggiata naturalistica nei luoghi legati alla vicenda di Brandolini, arricchita dalle letture di Monica Stella e dalla musica dell’arpa suonata da Giada Dal Cin. Il ritrovo è previsto nel pomeriggio, in piazza Roma davanti al municipio di Cison di Valmarino; da lì il gruppo si incammina lungo un percorso di circa quattro chilometri e mezzo, con un dislivello di 150 metri, di difficoltà media e non adatto ai passeggini. La camminata occupa buona parte del pomeriggio e si conclude con uno spettacolo di fuoco che unisce danza e fiamme, prima del brindisi autunnale che chiude l’incontro.
Partecipare a un appuntamento come questo significa scoprire Cison da un punto di vista particolare, seguendo sentieri e scorci legati a una figura che ha segnato la storia locale nel suo lato più oscuro. La cornice del borgo, uno dei più caratteristici del territorio, e l’intreccio di letture, musica e paesaggio trasformano il racconto di un personaggio temuto in un’occasione di conoscenza e di immersione nell’immaginario delle comunità di queste valli.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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