Mascherpone 1933: il mascarpone di Cison e il suo legame con il tiramisù

Il marchio di fabbrica del “Mascherpone Valmarino”

Chi arriva a Cison di Valmarino per scoprire il territorio tra colline e borghi storici, difficilmente immagina che proprio qui, nel 1933, è stata scritta una pagina importante della storia del mascarpone. Era il 2 ottobre di quell’anno quando Remo Dolce, allora direttore della Latteria di Cison di Valmarino, registrò al Ministero delle Corporazioni di Roma il marchio “Mascherpone”. Un documento riportato alla luce dallo storico Giovanni Toffolatti, che permette oggi di rivendicare radici trevigiane per un prodotto generalmente associato alla tradizione lombarda, in particolare alle zone di Lodi e Pavia.

Remigio Villanova – Foto e video di Rossana Santolin

Per capire questa storia bisogna tornare indietro ancora di qualche decennio, al 1882, quando il conte Girolamo Brandolini d’Adda, senatore del Regno d’Italia, fondò la Latteria di Cison di Valmarino. Nel paese esisteva già una produzione di burro, formaggi e altri derivati del latte, ma la qualità non era tale da distinguere davvero i prodotti locali. Fu la volontà del conte di creare una realtà strutturata e di innalzare il livello qualitativo a dare vita a quella che viene considerata la prima latteria sociale del Trevigiano, un esperimento moderno per l’epoca, capace di mettere in rete produttori e territorio.

Remo Dolce

Dalla fine degli anni Venti, con l’arrivo alla direzione di Remo Dolce, la latteria conobbe un periodo di forte crescita che raggiunse l’apice nel 1943. I nomi dei prodotti raccontano bene l’ambizione di quegli anni: la “Rosa nelle Alpi”, il burro Valmarino, la “Casatella” e il “Mascherpone” Valmarino iniziarono a viaggiare ben oltre i confini della valle, arrivando sulle tavole di tutta Italia e persino all’estero, fino in Egitto. Era il segno di un territorio che, grazie al latte delle sue stalle e al lavoro nei caseifici, trovava una sua precisa identità gastronomica.

Immagine d’epoca della Latteria sociale di Cison

La parabola della latteria, però, non fu solo ascendente. Dopo la fuga dall’Italia di Remo Dolce iniziò una lenta decadenza, fino alla chiusura definitiva nel 1970. Da allora i produttori locali cominciarono a conferire il latte nella vicina Latteria di Soligo, fondata nel 1883, che oggi raccoglie l’eredità di quella stagione e continua a farsi custode dei prodotti caseari della tradizione, tra cui lo stesso mascarpone. Cison rimane così uno dei luoghi chiave per chi desidera seguire le tracce di questa storia, partendo dai documenti e arrivando alle produzioni attuali.

Silvio Ghedin

Proprio per valorizzare questo patrimonio, nel 2022, sull’onda delle ricerche di Giovanni Toffolatti, è nata la Confraternita “Mascherpone 1933 – Cison di Valmarino”. L’obiettivo è chiaro: tutelare una pagina di storia gastronomica trevigiana strettamente legata al tiramisù, il dolce che ha fatto conoscere il mascarpone nel mondo. La Confraternita, presieduta da Remigio Villanova, ha promosso nel 2023 due giornate a Castelbrando, il 30 settembre e il 1° ottobre, per celebrare il novantesimo anniversario della registrazione del marchio da parte di Remo Dolce, con il sostegno di Banca Prealpi SanBiagio e Latteria Soligo.

Mauro Rosati

Il programma si è aperto con una tavola rotonda dedicata al Mascherpone e al tiramisù, pensata non solo come momento di approfondimento storico, ma anche come occasione per riflettere sul potenziale turistico ed economico di questo abbinamento. Tra gli ospiti c’erano Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita, lo storico della cucina Luca Cesari, la rappresentante della Treccani Accademia Simona De Filippis, il presidente di Latteria Soligo Lorenzo Brugnera, il presidente e la vicepresidente del Gruppo Alimentare Confindustria Veneto Est, Stefano Pavan e Paola Goppion, e Francesco Redi, fondatore del World Cup Tiramisù. Tutti, da prospettive diverse, hanno sottolineato come il tiramisù possa diventare una leva importante per lo sviluppo del turismo enogastronomico locale.

Nel corso dell’incontro, Mauro Rosati ha ricordato come il Veneto, in una decina d’anni, sia passato dall’essere una regione non di primo piano nella cosiddetta “Dop economy” a guidare la classifica nazionale per prodotti a qualità certificata, con quasi cinque miliardi di fatturato e circa trentamila imprese che lavorano secondo disciplinari riconosciuti, sia nel comparto alimentare sia in quello vitivinicolo. In questo contesto, ha spiegato, inserire la storia del tiramisù e del Mascherpone di Cison potrebbe garantire un ulteriore valore aggiunto al territorio. La chiave, secondo Rosati, è la certificazione: lavorare su un disciplinare che codifichi la ricetta del tiramisù consentirebbe di fare un salto di qualità e di quantità, trasformando il dibattito sulle sue origini in un vero progetto di sviluppo.

ll documento del “Ministero delle Corporazioni”

L’idea di fondo è quella di costruire azioni di marketing territoriale che coinvolgano anche le aziende della zona, a partire da una possibile “Strada del Tiramisù”, capace di rafforzare il legame tra il sistema Prosecco e il turismo gastronomico. Tiramisù è una parola conosciuta in tutto il mondo, ma poco spesso viene associata in modo preciso a un territorio: Cison di Valmarino, con la storia del suo Mascherpone del 1933, può contribuire a dare concretezza geografica a questo dolce simbolo.

Mauro Rosati

La seconda giornata, domenica 1° ottobre, ha portato questa riflessione fuori dalla sala convegni e dentro il paesaggio. Il cammino “Mascherpone 1933 Cison di Valmarino”, creato appositamente dalla squadra sportiva Hills Nordic Walking, è partito dalla chiesa della Madonna delle Grazie e ha unito sport, natura ed enogastronomia in un unico percorso. Il territorio è diventato così parte attiva del racconto: chi ha partecipato ha potuto camminare tra i luoghi legati alla storia della latteria e del marchio, osservando il borgo da punti di vista nuovi e collegando i paesaggi odierni ai nomi e alle date appena ascoltati.

Paola Goppion

La manifestazione si è conclusa con una degustazione di tiramisù curata dal campione del mondo del Tiramisù, Giuseppe Salvador, che ha servito il suo dolce abbinandolo a un Verdisio, vino dal carattere fresco e territoriale. Un finale pensato come sintesi ideale del percorso: dalla scoperta dei documenti d’archivio alla valorizzazione del mascarpone di Cison, fino al piacere concreto dell’assaggio, con il territorio protagonista in ogni passaggio.

Alberto Villanova

Per chi visita oggi Cison di Valmarino, questa storia offre uno spunto in più per fermarsi nel borgo e guardarlo con attenzione diversa. Non si tratta solo di un paese tra i colli del Prosecco, ma di uno dei luoghi in cui la tradizione casearia trevigiana ha saputo intrecciarsi con la nascita di un marchio, il Mascherpone, e con il successo internazionale del tiramisù. Camminare tra le sue vie, partecipare alle iniziative della Confraternita o semplicemente gustare un dolce preparato con mascarpone locale significa entrare in un racconto che unisce memoria, paesaggio e cultura gastronomica.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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